Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/194

188 ii. versi frammenti e abbozzi

a caso (cosi dice) per una selva o ecc., e la loro sorpresa scambievole e timore e rabbia sùbita e azzuffamento; come pur quella del Martelli (non mi ricordo quale) di una villanella cercante funghi e corrente dove vede biancheggiare una foglia secca, ecc., prendendola per un fungo.


6


Una similitudine nuova può esser quella dell'agricoltore, che, nel mentre miete ed ha i fasci sparsi pel campo, vede oscurarsi il tempo ed una grandine terribile rapirgli irreparabilmente il grano di sotto la falce; ed egli, quivi tutto accinto a raccoglierlo, se lovede come strappar di mano, senza poter contrastare.


7


Che bel tempo era quello nel quale ogni cosa era viva secondo l'immaginazione umana, e viva umanamente, cioè abitata e formata di essere uguali a noi ! quando nei boschi desertissimi si giudicava per certo che abitassero le belle amadriadi e i fauni e i silvani e Pane, ecc., ed, entrandoci e vedendoci tutto solitudine, pur credevi tutto abitato! E cosi de’fonti abitati dalle naiadi, ecc... E, stringendoti un albero al seno, te lo sentivi quasi palpitare tra le mani, credendolo un uomo o donna, come Ciparisso, ecc.! E cosi de' fiori, ecc., come appunto i fanciulli.


8


Nell'autunno par che il sole e gli oggetti sieno d'un altro colore, le nubi d'un'altra forma, l'aria d'un altro sapore. Sembra assolutamente che tutta la natura abbia un tòno, un sembiante tutto proprio di questa stagione, più distinto e spiccato che nelle altre, anche negli oggetti che non cangiano gran cosa nella sostanza. E parlo ora riguardo a un certo aspetto superficiale e in parità di oggetti, circostanze, ecc., e per rispetto a certe minuzie, e non alle cose più essenziali, giacché in queste è manifesto che la faccia dell'inverno è più marcata e distinta dalle altre che quella dell’autunno.