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vii. dialogo filosofico 121


Ma gridino pur questi ed esclamino contro la verità degli ecclesiastici dogmi; faccian pompa di vani argomenti ed ingannevoli sofismi: immota resterà sempre ed inconcussa la cattolica religione, la quale vedrassi ognor trionfare di tutte le obiezioni de' falsi sapienti e degl'increduli sfrontati.

Nel numero dei primi si è l'autore di un moderno libro intitolato Analisi delle idee ad uso della gioventù. Pone egli in campo la questione se l'anima dell'uomo sia o no dotata di libertà e, fondato sopra inconcludenti ragioni e fallaci argomenti, a sostener prende la negativa. Sebbene io non credessi che un tale libercolo fosse per arrecare gran danno agli animi, neppure degl'inesperti, non volli nondimeno lasciar senza risposta le obiezioni che in esso vengono esposte. Né già questa mia tenue produzione consecrar volli tutta alla confutazione del nominato opuscolo; ma in essa riprodussi in scena gran parte degli argomenti opposti da' libertini alla umana libertà, a' quali risposi attenendomi sempre al parere de' più savi filosofi. Vedransi pertanto in codesto dialogo confutati Hobbes, Spinosa, Collins, Bayle, Elvezio e, con questi, altri fatalisti. In ultimo tentai di mostrare l'assurdità di quella proposizione dell'autore dell'Analisi delle idee che trovasi nel capo terzo della decima sezione, cioè che i bruti son ragionevoli.

Fra tutti i componimenti di diverso genere scelsi il dialogo, come quello che sembrommi assai acconcio ad ammollir la materia, per se stessa aspra e scabrosa, e render le ragioni e gli argomenti più intelligibili e chiari.

Gravissimi scrittori han fatto uso del dialogo. Fra gli antichi Platone, Plutarco, Marco Tullio Cicerone, Fabio Quintiliano, Luciano Samosatense, san Giustino filosofo e martire, san Gregorio magno papa, e tra i moderni Addison, Regnault, Fontenelle, Courcillon di Dangeau, Fénelon, Pluche, Algarotti, Roberti, Muzzarelli ed altri molti scrisser dialoghi. Mosso dall'autorità di tutti codesti luminari delle scienze, preferii il dialogo ad ogni componimento di diverso genere.

Benedica il cielo questa tenue mia produzione; e serva essa a mostrare che «Via impiorum tenebrosa: nesciunt ubi corruant».