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108 ii . paralipomeni della batracomiomachia

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     o come dianzi la fiamminga gente,
che Napoli infelice avea schernita,
viste l’armi d’Olanda, immantinente
la via ricominciò ch’avea fornita,
né fermò prima il piè, che finalmente
giunse invocata la francese aita;
tale i topi al destin, di valle in valle,
per piú di cento miglia offrîr le spalle.
5
     Passata era la notte, e il dí secondo
giá l’aria incominciava a farsi oscura,
quando un guerrier, chiamato il Miratondo,
a fuggir si trovò per un’altura;
ed, o fosse ardimento, ovver ch’al mondo
vinta dalla stanchezza è la paura,
fermossi; e, di spiar vago per uso,
primo del gener suo rivolse il muso.
6
     E ritto in su due piè, con gli occhi intenti,
mirando quanto si potea lontano,
di qua, di lá, da tutti quattro i venti,
cercò l’acqua e la terra, il monte e il piano;
spiò le selve, i laghi e le correnti,
le distese campagne e l’oceáno;
né vide altro stranier, se non farfalle
e molte vespe errar giú per la valle.
7
     Granchi non vide giá, né granchiolini,
né d’armi ostili indizio in alcun lato.
Soli di verso il campo i vespertini
fiati venían movendo i rami e il prato,
soavemente susurrando, e i crini
tra gli orecchi molcendo al buon soldato.
Era il ciel senza nubi, e rubiconda
la parte occidentale, e il mar senz’onda.