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DISSERTAZIONI SOPRA L’ANIMA DELLE BESTIE


che ciò sia impossibile a Dio? Ed infatti, come si esprime il Cardinale di Polignac maggiormente non si deve attribuir l’anima ai Bruti, che alle piante, ed a’ fossili, imperocché chi mai ardirà di dire, che l’erba nomata sensitiva, la quale toccata appena ritira tutte le sue foglie, e come offesa china a terra il capo rattorto chi mai ardirà di dire, che quest’erba sia animata? e chi pur anche affermar potrà, che animata sia la vite la quale s’inerpica per gli olmi frondosi afferra i suoi rami, e a guisa di serpe abbracciando il suo tronco giunge abbarbicandosi sino alla cima? E se l’anima non hanno queste piante non è egli evidente, che ai bruti nemmeno devesi l’anima attribuire? È questa l’eloquente argomentazione di Cartesio, e de’ suoi fautori, i quali avendo così dimostrata la pretesa verità di siffatto sistema nella sua natura passano a dimostrarla in confronto agli altri sistemi. Se si tagli essi dicono in molte parti un lombrico il medesimo torna a vivere moltiplicato in tante parti in quante egli fu diviso. Se si ammetta, che l’anima dei bruti sia un puro meccanismo facilmente si comprende come ciò possa accadere poiché essendo ciascuna di quelle parti sufficientemente organizzata