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II ■ RACCOLTA ANTOLOGICA 29. Zanotti ii, c. i, 37 (Virtù in generale, §§ 11-12): Chi dirà, che la parola data non è da mantenersi? Chi negherà questa verità, che convenga all’uomo di dire il vero; se quegli stessi, che la negano, intendono di dire il vero, negandola; e per questo appunto la negano? Tanta è la forza della verità, e del¬ l’onesto. 30. Zanotti ii, c. i, 38 (Virtù in generale, § 15): Legge altro non è, che un ordinanza, la quale prescrive agli uomini qualche cosa da fare, e che essi son tenuti di osservare; così che osservandola fanno bene, e meritan lode e approvazione, e non osservandola si rendon colpevoli, e sono degni di biasimo e di castigo. La legge poi si divide in naturale, e civile, sebben la civile nasce e proviene dalla naturale. 31. Zanotti ii, c. i, 39 (Virtù in generale, § 16): La legge naturale consiste nelle regole dell’onesto-, nè solamente in quelle prime, che si chiaman principj, ma anche in quelle altre, che da principj per argomentazione si raccolgono. E tali regole sono veramente leggi; poiché manifestandosi per esse e dichiarandosi, che la tale, 0 la tal cosa deefarsi degli uomini, inducon negli uomini obbliga¬ zione di farla, egli condannano, come colpevoli, se non la fanno. E per¬ chè sentonsi per una certa voce della natura, che le bandisce per così dire e le promulga nell’animo di ciascheduno, perciò di- consi leggi naturali. 32. Zanotti ii, c. i, 39 (Virtù in generale, § 17): La legge civile poi è un’ordinanza di qualche uomo, la quale ha forza di obbligar gli altri a far ciò, che ella ordina. 33. Zanotti ii, c. i, 39-40 (Virtù in generale, §§ 18-19): E dunque da avvertire, che l’onesto, 0, vogliam dire, la legge natu¬ rale obliga gli uomini a mantenere quello, di che son convenuti, e, dove possano, a fardo, che è necessario al ben comune. (...) E tanta è l’au- 512