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cienza più della Logica soggetta alle varie umane invenzioni, ai differenti Filosofici capricci, alle diverse mutazioni di stato, di figura, di dogmi non vi fu nè vi sarà mai fra quelle tutte, che s’offrono al presente alle nostre cognizioni. Sembra, che nascendo ciascuno porti seco il diritto di sconvolgere a suo talento le dottrine di questa scienza, talchè non vi sia oggimai metodo alcuno d’un tale studio universalmente approvato, ed affatto libero dalle contrarie obbjezioni. La Logica è al presente costretta a soggiacere al tirannico impero della più vile Filosofica ciurmaglia, ed obbedire alle più dure leggi de’ Riformatori insensati. Ardisce il più ignorante insieme, e superbo fra gli uomini di proferire il temerario giudizio sopra questa sventuratissima scienza, e gli applausi del volgo sempre di novità bramoso impediscono che la voce s’ascolti della ragione, la quale invano si sforza di ridurci alla verità. Omai non sa lo studioso Fanciullo a qual partito appigliarsi, e se de’ più sensati Filosofi a seguire imprende le voci ode le grida tumultuanti di mille, e mille stoltissimi avversarj, che con pazzi argomenti dall’intrapresa strada il distolgono. Pure se è lecito ancora alla verità di palesare i disprezzati suoi dogmi ardirò io aprirle in qualche