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DISSERTAZIONI FISICHE con l’ossigeno. Ed infatti « essendo l’aria vitale, al dir del Sig.r Dan¬ dolo, un composto di ossigeno di calorico, e di luce ne segue, che non può l’ossigeno base di questo gas andare a combinarsi in istato di solidità co’ corpi combustibili, che si bruciano I431 senza perdere il calorico, e la luce, che lo tenevano sotto forma aeriforme. Questa luce, e calorico, che si svol¬ gono in questa decomposizione dell’aria vitale formano ciò, che chiamia¬ mo volgarmente fiamma fuoco ec. La diversa rapidità, con cui i corpi combustibili assorbono quest’ossigeno in istato di solidità, la quantità diversa, che ne assorbono, e lo stato diverso, di solidità con cui lo ricevono in combinazione formano le differenze ch’esistono fra’corpi combustibili, e rendono ragione perchè siano così variate le quantità di calorico, e di luce, che dalle diverse combustioni si svolgono. Ecco dunque perchè le combustioni non hanno luogo, che dove esista aria vitale ossìa gas ossige¬ no, e cessano all’istante qualora vi manchi quest’elemento... Il fine di ogni combustione è sempre quello di convertire il combustibile, che si brucia in un ossido, 0 in un acido, cioè in un corpo incombustibile ossìa bruciato. Quest’ossido, od acido torna per conseguenza combustibile per¬ dendo, in qualsivoglia modo l’ossigeno, con cui si è combinato brucian¬ do ». Vedesi chiaramente, che il fuoco non manifesta alcun pe¬ so sensibile perchè peso sensibile non hanno nè il calorico nè la luce di cui egli è composto. E ciò può esser bastante a forma¬ re una breve Teorìa del fuoco, ed a confutare i sistemi, che a spiegare la causa 144] della combustione de’ corpi publicarono Becher, Macquer, Bergman, Sage, Kirvan, e Stahl. 206