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il pensiero dominante 121

Tutti si dileguàr. Siccome torre
In solitario campo,
20Tu stai solo, gigante, in mezzo a lei.

     Che divenute son, fuor di te solo,
Tutte l’opre terrene,
Tutta intera la vita al guardo mio!
Che intollerabil noia
25Gli ozi, i commerci usati,
E di vano piacer la vana spene,
Allato a quella gioia,
Gioia celeste che da te mi viene!

     Come da’ nudi sassi
30Dello scabro Apennino
A un campo verde che lontan sorrida
Volge gli occhi bramoso il pellegrino;
Tal io dal secco ed aspro
Mondano conversar vogliosamente,
35Quasi in lieto giardino, a te ritorno,
E ristora i miei sensi il tuo soggiorno.

     Quasi incredibil parmi
Che la vita infelice e il mondo sciocco
Già per gran tempo assai
40Senza te sopportai;
Quasi intender non posso