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58 canto vi.


Son le tue scole, e ti si volge a tergo
Il pentimento. A voi, marmorei numi,
20(Se numi avete in Flegetonte albergo
O su le nubi) a voi ludibrio e scherno
È la prole infelice
A cui templi chiedeste, e frodolenta
Legge al mortale insulta.
25Dunque tanto i celesti odii commove
La terrena pietà? dunque de gli empi
Siedi, Giove, a tutela? e quando esulta
Per l’aere il nembo, e quando
Il tuon rapido spingi,
30Ne’ giusti e pii la sacra fiamma stringi?

     Preme il destino invitto e la ferrata
Necessità gl’infermi
Schiavi di morte: e se a cessar non vale
Gli oltraggi lor, de’ necessarii danni
35Si consola il plebeo. Men duro è ’l male
Che riparo non ha? dolor non sente
Chi di speranza è nudo?
Guerra mortale, eterna, o fato indegno,
Teco il prode guerreggia,
40Di cedere inesperto; e la tiranna
Tua destra, allor che vincitrice il grava,