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a 915] TRATTATO DELLA PITTURA — PARTE SESTA 289

912. Precetto.

Delle ramificazioni delle piante, alcune ne sono acute, alcune rotonde.

Le più grosse cime delle ramificazioni degli alberi mettono maggiori foglie, o maggior quantità, che nessun altro estremo di ramo.

Sempre le cime delle ramificazioni sono quelle che prima si empiono di foglie.

Le più grosse cime de' rami sempre sono le maestre de' maggiori rami degli alberi; e così di converso le più sottili cime di essi rami sono più remote da esse maestre di tali rami.


913. Precetto delle piante.

De' rami, ovvero delle loro piante, alcune ne sono integralmente condotte dalla natura, ed alcune sono impedite per mancamento naturale; e queste si seccano per sè o tutte o in parte, ed alcune mancano di loro naturale quantità per tagliamenti fatti dagli uomini, ed alcune per rompimenti di saette o di venti, od altre tempeste.

Gli alberi che nascono presso alle marine che sono scoperte ai venti son tutti piegati dal vento, e così piegati crescono e così restano.


914. Delle erbe.

Delle erbe, alcune ne sono all'ombra ed alcune al lume; e se l'occhio è di verso le ombre, vedrà le erbe ombrose avere per campo la chiarezza delle erbe illuminate; e se l'occhio è di verso il lume, vedrà le erbe illuminate aver per campo l'oscurità delle erbe ombrose.


915. Delle foglie.

Della chiarezza delle foglie, alcuna n'è per la sua trasparenza, perchè sono interposte infra l'occhio ed il lume, ed alcuna n'è della semplice illuminazione dell'aria, ed alcuna è che riceve lustro. La foglia trasparente mostra più bel colore che non il suo naturale; l'illuminata dall'aria lo mostra di più vero colore; il lustro partecipa più del colore dell'aria che si specchia nella densità della superficie della foglia che del suo natural colore.

Quella foglia che è di superficie pelosa non riceve lustro. Quel cespo sarà manco ombroso che sarà più raro e di ramificazione più sottile. Delle foglie delle erbe, quella sarà più frappata che sarà più presso alla sua semenza, e la men frappata sarà più vicina al suo nascimento.

L. da Vinci — Trattato della pittura. 37