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272 LEONARDO DA VINCI [§ 851

ombrate. Come se il sole fosse e, e la prima foglia illuminata da esso sole fosse a, la quale ha per campo la seconda foglia b, secondo l'occhio n; dico che tale foglia spiccherà meno avendo per campo essa seconda foglia, che s'essa sportasse più in fuori ed avesse per campo la foglia c, ch'è più scura per essere interposte più foglie infra essa ed il sole. E più spiccherebbe s'essa campeggiasse sopra la quarta foglia, cioè d.


852. Perchè i medesimi alberi paiono più chiari d'appresso che da lontano.

Gli alberi di medesima specie si dimostrano essere più chiari d'appresso che da lontano, per tre cause. La prima è perchè le ombre si mostrano più oscure d'appresso, e per tale oscurità le ramificazioni illuminate, che con esse confinano, si dimostrano più chiare che non sono; la seconda è che nel rimuoversi dall'occhio l'aria che s'interpone infra tali ombre e l'occhio, con maggiore grossezza che prima non solea, rischiara essa ombrosità, e la fa in colore partecipante di azzurro: per la qual cosa i rami luminosi non si dimostrano con sicuro paragone come prima, e vengono a parere oscurati; la terza cagione è che le specie che tali ramificazioni mandano all'occhio di chiaro e di scuro si mischiano ne' loro estremi insieme e si confondono, perchè sempre le parti ombrose sono di maggior somma che le luminose, ed esse ombrose acquistano più cognizione in lunga distanza che le poche chiare; e per queste tre cause gli alberi si dimostrano più oscuri da lontano che d'appresso, e perchè ancora le parti luminose tanto più crescono quanto esse sono di più potente illuminazione; il che tanto più si dimostra potente quanto minore grandezza di aria infra l'occhio ed esse s'interpone.


853. Perchè gli alberi da una distanza in là quanto più sono lontani più si rischiarano.

Da una distanza in là gli alberi, quanto più s'allontanano dall'occhio, tanto più gli si dimostrano chiari, tantochè all'ultimo sono della chiarezza dell'aria nell'orizzonte. Questo nasce per l'aria che s'interpone infra essi alberi e l'occhio, la quale essendo di bianca qualità, quanto con maggior quantità s'interpone, di tanto maggiore bianchezza occupa essi alberi, i quali per partecipare in sè di scuro colore, la bianchezza di tale aria interposta rende le parti oscure più azzurre che le parti loro illuminate.