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a 811] TRATTATO DELLA PITTURA — PARTE QUINTA 257

ponente, il quale è mezzo ombroso e mezzo luminoso; ma qui io voglio imitare il luminoso: io torrò un poco di carta vestita di quel colore che mi parrà esser simile all'imitato e la porrò allo scontro di esso imitato, in modo che infra il vero ed il falso non si vedrà spazio, e così le farò vedere i raggi del sole, e tanto aggiungerò varietà di colori, che il colore di ciascuno sarà simile, e così andrò facendo in ogni qualità di colori ombrosi o luminosi.


810. Del lume riflesso.

Tanto quanto la cosa illuminata sarà men luminosa che il suo illuminante, tanto la sua parte riflessa sarà men luminosa che la parte illuminata. Quella cosa sarà più illuminata che sarà più propinqua all'illuminante. Tanto quanto bc entra in ba, tanto sarà più illuminato in ad che in dc. Quella parete che sarà più illuminata, parrà che abbia le sue ombre di minore oscurità.


811. Di prospettiva.

Quando con due occhi si vedrà due eguali obietti che sieno minori ciascun per sè che non è l'intervallo delle luci di essi occhi, allora il secondo obietto parrà maggiore che il primo. La piramide ac abbraccia il primo obietto, e la piramide db abbraccia il secondo obietto. Ora, tanto parrà maggiore l'obietto m che n, quanto la larghezza della piramide db sarà maggiore di ac.

L. da Vinci — Trattato della pittura.33