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246 LEONARDO DA VINCI [§778

gambe de' predetti uomini e cavalli, saranno sempre più illuminati infra angoli eguali che le altre predette gambe.


779. Del lume particolare.

Il lume particolare è causa di dar miglior rilievo8 ai corpi ombrosi, che l'universale, come ci mostra il paragone di una parte di campagna illuminata dal sole, ed una ombrata dal nuvolo, che solo si illumina del lume universale dell'aria.

DELLE OMBROSITÀ E CHIAREZZE DE' MONTI

780. Prospettiva comune.

Delle cose di egual movimento quella parrà più tarda che sarà più distante dall'occhio, sia che in pari tempo si faccia eguali lunghezze di moti in varie distanze, le quali sieno dall'a all'f e dal g al k, e così dall'l all'm; dico che tal proporzione parrà da velocità a velocità e da lunghezza di moto a lunghezza di moto, quale è da distanza a distanza della cosa veduta che si muove all'occhio che la vede. E sia dunque lm in tripla proporzione di distanza dall'occhio o colla distanza af da esso o; dico che il moto lm parrà per velocità e lunghezza esser triplo al moto dell'a al b9 fatto nel medesimo tempo e moto. Provasi, perchè nella distanza af dall'occhio o si dimostra lm essersi mosso solamente lo spazio cd, quando a s'è mosso in f, e così sarà trovato lo spazio cd entrare tre volte nello spazio af; adunque esso spazio af è triplo allo spazio cd, e perchè lì un moto e l'altro son fatti in un medesimo tempo, il moto af pare tre tanti più veloce che il moto cd. Che è quel che si dovea provare.


781. Delle cime de' monti vedute di sopra in giù.

Le cime de' monti vedute l'una dopo l'altra d'alto in basso non rischiarano nella medesima proporzione delle distanze che hanno infra loro esse cime de' monti, ma molto meno, per la settima del quarto che dice: le distanze de' paesi veduti

1 Così il codice. Nell'edizione romana 1817 e nell'edizione viennese: «maggior rilievo»,

2 Nell'edizione viennese: «subtriplo al moto dell'a all'f».