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Pag. 18. N. 21. Carvassalli Federico, Suonatore. — Fanatico nel Partito piemontese, con speranza di passar fortuna alla venuta dei Piemontesi.

Pag. 48. N. 22 Cerbara Enrico, Guardia. — Ha servito come ufficiale in tempo di Repubblica ed è ancora delli stessi principii e partitante dell’andamento rivoluzionario.

Pag. 19, N. 23 Cavaceppi Pacifico, Guardia. — Si mostra fautore del Partito piemontese, dice che in questi momenti le cose gli vanno male, e costituitasi l’Italia a nazione, potrebbe fare la sua fortuna.

Pag. 23. N. 24. Dionigi Francesco, Caporale. — Dice che l’Italia è fatta: che il papa non può reggere, ed ha il foglio proibito intitolato Il Tevere, per lo che si ritiene del Partito piemontese.

Pag 28 N. 25. Forelli Luigi, Guardia. — Il padre della  Guardia Palatina (Carbonari che trovasi al progressivo N. 16 pag. 3 di cui sopra) narrò a chi ne depone che faceva vergogna come certe persone stassero in questa Guardia, mentre in tempo di Repubblica Forelli Luigi aveva fatte molte porcherie, ed aveva aiutato a sfasciare le carrozze degli Emmi. cardinali.

Pag. 28. N. 26 Fiorani Guglielmo, Guardia. — Pratica il caffè del Genio, è molto attaccato al Partito e desidera anch’esso l’arrivo dei Piemontesi.

Pag. 29. N. 27. François Filippo, Guardia. — Ragazzo fanatico di portare anche segni italiani, come lo scorso inverno portava il cappello alla garibaldina di tela cerata, e dice con passione che non vede l’ora che giungano i Piemontesi.

Pag. 31. N. 28. Fiorani Giuseppe, Guardia. — È mezzo partitante, forse per la grande miseria in cui si trova; spesso si esprime che esso spera finiscan bene queste cose e che si risolvano a vantaggio del Piemonte.

Pag. 31. N. 29. Fraschetti Carlo, Guardia. — Pratica al caffè della Chiesa Nuova presso l’Orologio, e si mischia anch’esso nei complotti. Spesso dice che non vede il momento di appartenere alla Nazionale, e simili proposizioni.