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tallevi: «Signora, questo giovane (ed indicò Achille Margutti) è la persona che il Comitato ha incaricato di presentarvi.: a lui potete fidarvi, poichè è un leale Italiano: noi vi attenderemo qui.» La Diotallevi seguì la sua guida all’arco di Tito, e con questa ritornò e si riunirono ai suddetti riprendendo la stessa via. Allo scendere dal Campidoglio il Margutti prese congedo da loro dicendo alla Diotallevi, che l’indomani alle 7 antimeridiane saprebbe andato a casa da lei per portargli le gazzette e l’ordini ultimi che aveva emanato il Comitato, perchè era necessario che lei li conoscesse tutti. Partito il Margutti, Calza si rallegrò con la Diotallevi, e gli disse che sperava in lei un amor patrio senza pari, ed un odio ai tiranni di questa: dopo discorsero di cose indifferenti è tornarono alle respetti ve case.

Nell’osteria di S. Giovannino della Pigna, il Leopoldo Calza, a nome del Venanzì, invitò i suddetti suoi amici per l’incendio del fienile, ma da loro fu risposto negativamente. Dopò accaduto l’incendio nel luogo medesimo e ai stessi disse che il De Angelis dalla Manziana aveva pagato uomini della sua tenuta per fare l’incendio.

Fu l’autore di varie satire, e fra queste le seguenti:

Sempre a sé stessa è simile
La razza dei Borboni,
Or n’è l’eroe fra Diavolo
Or General Chiavone.

Ma cos’è questa Grizetta, è puttana
Oppur Civetta?

I preti nel maneggio han buona mano
Pure il papa fa il ruffiano.

Una testa di somaro       ed una civetta
Il re di Napoli                    la regina.


XIV.

(Di carattere della Diotallevi.)

Alessandro Martino


amico di Pietro Patrizzi, Leopoldo Calza, Filippo Venturini, Baldassarre Ferri.