Pagina:Le rivelazioni impunitarie di Costanza Vaccari-Diotallevi.djvu/107


— 105 —

entrare nella porta che vedesi traschiusa, ed il Generale francese in distanza vestito però alla borghese che segue Sua Santità.

Debbo avvertire che dopo tali ritratti, la giovane è svanita da ogni mia ricerca. Hanno voluto far nuove ingiuriose produzioni; ma non essendo reperibile la detta giovane cuffiara. hanno per farle presa una copia di modella che esisteva nello studio da fotografo di Mariannecci al Babbuino, e questa copia fu comprata da Achille Ansiglioni fratello dell’ottico padronale Mariannecci, il quale però non sapeva a qual’uso. Ansiglioni la portò in casa di Domenico Catufi e sulla fabbrica Falcetti, scoperta, perchè non ancora ultimata: li anzidetti Catufi e Ansiglioni con l’opera di un fotografo da me sconosciuto, ma che però suppongo sia stato Belisario Gioia, fratello di Francesco già da me nominato, perchè questo stando a lavorare come ritoccatore nello studio Alessandri in via Condotti, che è quello che ha fatti tutti i ritratti della regina e che ne ha privativa, portò tutte le copie, e si decise da essi di tagliare la testa a quello che sta in volgimento a destra a mezzo profilo ed a grandezza normale, copiarla ed attaccarla poi al corpo pur copiato e decapitato della modella, ed il detto Gioia ritoccò perchè non si conoscesse l’attaccatura. Questa produzione rappresenta la regina in piedi, ignuda totalmente, con le mani, che l’una tiene l’altra al basso ventre, e Goyon alla borghese che la sta guardando; di questa ne hanno, fatte più produzioni, credo che non siano state pubblicate se non dentro Roma, ed hanno operato con la stessa mia macchina che mi trovava di aver prestata a Catufi, il quale l’ha tuttora; ed appunto non me ne rifiutai perchè volevo conoscere minutamente il tutto per il fine che mi era proposta, siccome ho detto. Un altrettanto hanno fatto di simile positura sostituendo però al General Goyon l’Eminentissimo Antonelli, è di questa non so quante ne hanno fatte, perchè quando fui arrestata stavano lavorando.

Sono state pur scritte biografie a carico del re e della regina di Napoli, di Sua Santità e dell’Eminentissimo Antonelli, e di questi due ultimi personaggi anche