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Facendo questa pubblicazione, il Comitato non ha creduto di dover discendere a minute e dirette confutazioni di quanto la rivelante asserisce e la giustizia pontificia ammette pienamente.

Veda il pubblico imparziale ed onesto cosa siano ed in che consistano queste rivelazioni impunitarie, e giudichi se sulla fede di esse potesse coscenziosamente costruirsi un processo di Stato, e su questo coscenziosamente procedere a più o men grave condanna degli inquisiti.

Siccome peraltro l’impudenza portentosa con cui la nuova Sibilla pontificia si fa a parlare di tutto e di tutti, potrebbe imporre ad alcuno, facendola credere al caso di sapere, per le sue relazioni sociali e per la parte che essa stessa si attribuisce nelle file del partito Nazionale, se non tutte almeno molle delle cose delle quali discorre; così si è riconosciuto utile di fare qualche avvertenza sul conio particolare della impunitaria rivelante.

II.

Relazioni della Rivelante.


Quanto alle relazioni sociali, stando a ciò che essa stessa espone di sè, non sembra che potesse averne molte e di molto rilievo. Sappiamo infatti dalla sua stessa rivelazione che maritatasi quasi clandestinamente, per mediazione del notissimo padre Bresciani gesuita, ad Antonio Diotallevi già sottotenente nell’esercito pontificio; a breve andare fu ridotta a vita in tutto miserabile, essendo stato il marito destituito a causa del seguito matrimonio. Inetto questi a procacciarsi onestamente altri mezzi di sussistenza, ne lasciò la cura alla moglie, che, pur dicendosi fotografa e pittrice e mosaicista, studiò di riparare alla miseria non guardando da maritata la sua onestà più gelosamente di quello che avesse fatto mentre era nubile.1


  1. L’avv. Dionisi, parlando dei coniugi Diotallevi nel § 2 della difesa Fausti, così si esprime: «Mi è forza poi di non discendere a più precisi ragguagli sulla vita e costumi di tali