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SONETTO X.


GLoriosa Colonna, in cui s’appoggia
     Nostra speranza, e ’l gran nome Latino,
     Ch’ancor non torse del vero cammino
     4L’ira di Giove per ventosa pioggia;
Qui non palazzi, non teatro, o loggia,
     Ma ’n lor vece un’abete, un faggio, un pino
     Tra l’erba verde, e ’l bel monte vicino,
     8Onde si scende poetando, e poggia.
Levan di terra al ciel nostr’intelletto,
     E ’l rosignuol, che dolcemente all’ombra
     11Tutte le notti si lamenta, e piagne,
D’amorosi penseri il cor ne ’ngombra.
     Ma tanto ben sol tronchi, e fai imperfetto
     14Tu, che da noi, Signor mio, ti scompagne.


CANZONE I.


LAssare il velo o per Sole, o per ombra,
     Donna, non vi vid’io,
     Poi, che ’n me conosceste il gran desio
     Ch’ogni altra voglia dentr’ al cor mi sgombra.
5Mentr’io portava i be pensier celati,
     C’hanno la mente desiando morta,
     Vidivi di pietate ornare il volto:
     Ma poi, ch’Amor di me vi fece accorta,
     Fur’ i biondi capelli allor velati,
     10E l’amoroso sguardo in sè raccolto.
     Quel che più desiava in voi, m’è tolto;
     Sì mi governa il velo,
     Che per mia morte ed al caldo, ed al gielo,
     De’ be’ vostr’occhi il dolce lume adombra.