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cor'esso, figliuolo di buon padre, e per le sue buone parti molto caro al Petrarca; col quale si rattenne assai, e dopo che fu suo genero non l’abbandonò mai; e fu suo erede, come si vede. Di quella figliuola, e di Francesco vide il Petrarca1 un nipotino, che pur si nominò Francesco, il quale visse 28. mesi e poi morì a Pavia, ove si trovavano a quel tempo. Lo fece seppellire con un Epitafio di 12 versi Latini, che sono questi:

Vix mundi novus hospes eram, vitæque volantis
     Attingeram tenero limina dura pede.
Franciscus genitor , genitrix Francisca; secutus
     Hos de fonte sacro nomen idem tenui.
Infans formosus, solamen dulce parentum:
     Nunc dolor. hoc uno sors mea læta minus
Cetera sum felix, & vera gaudia vitæ
     Nactus, & æterna tam cito, tam facile.
Sol bis, luna quater flexum peragraverat orbem,
    Obvia mors, falior, obvia vita fuit.
Me Venetum terris dedit urbs, rapuitque Papia:
   Nec querer; hinc Cælo restituendus eram.


Alle quali cose s’alcuni che la sua vita hanno voluto scrivere, avessero atteso, non avrebbono detto che fu figliuolo del Petrarca, e quasi infamatolo d’incontinenza, sendo già vecchio; perchè molti anni prima, come diremo, avea per simil conto rese l’armi al tempio.

Ma tornando alla sua prima età, fu sano2 per natura, e di complessione sanguigna, e di

co-

  1. Nelle sen. lib. 10. Ep. 4.
  2. Ad posteritatem Ep. lib. 18. senil. e nel lib.. 12. delle sen. Ep. 1. col.8.