Pagina:Le rime di M. Francesco Petrarca I.djvu/258


P A R T E . 175

     Se nostra ria fortuna è di più forza,
     35Lagrimando e cantando i nostri versi.
     E col bue zoppo andrem cacciando l’aura.
In rete accolgo l’aura, e ’n ghiaccio i fiori:
     E ’n versi tento sorda, e rigid' alma,
     Che nè forza d'amor prezza, nè note.


SONETTO CCII.


I’Ho pregato Amor', e nel riprego,
     Che mi scusi appo voi, dolce mia pena,
     Amaro mio diletto, se con piena
     4Fede dal dritto mio sentier mi piego.
I’ nol posso negar, Donna, e nol nego;
     Che la ragion, ch’ogni bon'alma affrena,
     Non sia dal voler vinta; ond’ei mi mena
     8Talor' in parte ov’io per forza il sego.
Voi con quel cor che di sì chiaro ingegno,
     Di sì alta vertute il cielo alluma,
     11Quanto mai piovve da benigna stella;
Devete dir pietosa, e senza sdegno:
     Che può questi altro? il mio volto 'l consuma;
     14Ei perchè ingordo, e io perchè sì bella.