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P A R T E. 151

SONETTO CLXXI.


A
Nima; che diverse cose tante

     Vedi, odi, e leggi, e parli, e scrivi, e pensi,
     Occhi miei vaghi, e tu fra gli altri sensi
     4Che scorgi al cor l’alte parole sante;
Per quanto non vorreste o poscia, od ante
     Esser giunti al cammin che sì mal tiensi;
     Per non trovarvi i duo bei lumi accensi,
     8Nè l’orme impresse dell’amate piante?
Or con sì chiara luce, e con tai segni
     Errar non dessi in quel breve viaggio
     11Che ne può far d’eterno albergo degni.
Sforzati al cielo, o mio stanco coraggio,
     Per la nebbia entro de’ suoi dolci sdegni
     14Seguendo i passi onesti, e ’l divo raggio.


SONETTO CLXXII.


D
Olci ire, dolci sdegni, dolci paci,

     Dolce mal, dolce affanno, e dolce peso,
     Dolce parlar', e dolcemente inteso,
     4Or di dolce ora, or pien di dolci faci.
Alma, non ti lagnar: ma soffri, e taci;
     E tempra il dolce amaro che n’ha offeso,
     Col dolce onor che d’amar quella hai preso
     8A cu'io dissi, Tu sola mi piaci.
Forse ancor fia chi sospirando dica
     Tinto di dolce invidia; Assai sostenne
     11Per bellissimo amor quest’al suo tempo:
Altri; O fortuna agli occhi miei nemica!
     Perchè non la vid’io? perchè non venne
     14Ella più tardi, ovver'io più per tempo?