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DAL VERO


     Ieri conobbi la Giustizia. Stava
in un tugurio lurido ed infetto,
su certe sedie reduci dal ghetto
4che la pidocchieria contaminava.

     Tra la veglia ed il sonno interrogava
dei cafoni col gergo e col dialetto
e miagolando in tono di falsetto,
8se stessa, gli altri e il Tribunal seccava.

     Poi ghignando mi disse: «Io t’ho legato
le man, la lingua, i piedi e del tuo scritto
11nulla davanti a me voglio provato.

     Io t’ho messo il bavaglio e t’ho prescritto
che non possa nemmen tirare il fiato.
14Or difenditi pure. È il tuo diritto».