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le poesie 181

VIII.


     Nè men con l’altro di vagar mi giova
Per abitata, o per solinga strada,
E veder dame, e cavalieri in prova
Di cortesia venir, venir di spada,60
Mostri di forma inusitata e nova,
Castel, che sorga d’improvviso, o cada,
Opre d’incanto, ove maggior si chiude,
Che tosto non appar, senso e virtude.

IX.


     Poi rivolgo lo sguardo, e sul pendio65
Della collina, ove son d’oro i campi,
Le falci in man de’ mietitor vegg’io,
Sotto il pendulo Sol, dar lampi e lampi.
Ma tu, buon mietitor, frena il desio,
E non dolerti, che di man ti scampi,70
E alle povere man della pudica
Spigolatrice resti alcuna spica.