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di Pitture dell'Orelli; che fece S. Bernardino in gloria nello sfondo della volta, e del Brignoli che si diportò molto bene nella quadratura. Tre sono gli Altari. Il primo era dedicato a S. Carlo; la prima dedica che sia stata fatta nella nostra Città al suddetto Santo dopo la di lui Canonizzazione; con una pregiata Tavola del Zucchi: ed oggi vi si vede un Quadro molto inferiore, quantunque dilicato e ben colorito di Giacomo Locati. I due laterali sono del Zucchi; de’ quali il S. Paolo fu dipinto nel 1623. e il S. Biasio nel 1626. La Cappella opposta fregiata di stucchi dorari, è alla Madonna di Loreto consagrata, di cui vedesi l’Effigie in legno; e i laterali con S. Gio. Evangelista, e S. Giuseppe, sono studio di Francesco Cavagna, fatti coll’assistenza di Paolo suo Padre, e principalmente il S. Giovanni.

All’Altar maggiore v’ha un’Opera del Cavagna che fa stordire. A giudizio universale de’ saggi è creduta lo sforzo maggiore del profondo suo sapere. E certamente nella robusta eleganza, nella nobiltà maestosa, nell’erudita invenzione, e degradazione ammirabile può star sopra a ogni altra, non dirò dell’Autore, ma di quante si trovano nella nostra Città. Contiene la Vergine sedente in trono col Bambino, e coronata da due Angeli, con una bellissima Architettura alle spalle, e nel piano i SS. Bernardino, ed Alessandro a destra; e Pietro, e Difendente a sinistra. Nel contiguo Oratorio la Moltiplicazione de’ Pani è fattura del Carobio. Evvi una Donna seduta, con un figliuolino ignudo accorsole in grembo, assai graziosamente dipinta. La Concezione dirincontro del medesimo Autore è di minor