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grandiosità e squisitezza di lavoro toccò egli i due Freschi, che si ammirano nella Spezierìa del Convento: in uno de’ quali effigiò un divotissimo S. Francesco col Crocifisso in mano, e nel dirimpetto un bellissimo S. Diego, che tiene imbrandita una Croce. Di quì partendo, e in capo al prato, ch’è davanti alla Chiesa, voltando a destra si trova in poca distanza l’Oratorio, o Chiesiuola del

SANTO GESÙ.


LV.


D

Ove sopra la cancellata di ferro dalla parte di fuori il Salvatore, che porta la Croce, è pittura singolare di Giovambatista Castelli, detto il Bergamasco da’ Genovesi, presso cui lungamente visse; ed ebbe tal credito che il Calvi valente Pittore di quella Nazione fu costretto a dimettere i pennelli, per vedersi preferito il nostro Concittadino, ed il Cambiasi. Quindi è probabile che la Casa Castelli di Genova, donde escirono eccellenti soggetti in Pittura, sia stata fondata dal nostro Castelli di Bergamo. Il quale di là chiamato da Filippo II. si portò in Spagna a servir quel Monarca di Architetto e di Pittore nella fabbrica dell’Escuriale, e nel Palazzo del Pardo: dove finalmente colmo di onori e di gloria ottuagenario morì nel 1570. Evvi di questo illustre pennello una Stanza in Gorlago (Terra grossa del nostro Distretto, distante dieci miglia dalla Città) tutta dipinta a fresco di Fatti Omerici con bellissimi Termini a verde ter-