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Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/70

[3472-3473] 2 maggio 1637. 71

lettera, del carattere che è questa che scrivo, lontano ottanta sei passi andanti de’ miei, e forsi più: V. S. giudichi la perfezzione. Se io havessi hauti dinari, non mi sariano usciti dalle mani, ancorchè il maestro li faccia pagare salati bene, perchè la verità è che quello antico mio, in comparazione di questi, è un niente, nè io l’ho mai più potuto vedere dopo che ho provati questi.

Altro non ho che dirli; forsi per il primo ordinario li darò altre nove: per hora li fo riverenza, e me li confermo quel di sempre servitore di vivo cuore.

Roma, il 2 di Maggio 1637.
Di V. S. molto Ill.re ed Ecc.ma

Humil.mo Devotiss.o e Oblig.mo Ser.re e Dis.lo

Don Bened.o Castelli.


Al S.r Gal.o Gal.i

Fuori: Al molto Ill.re ed Ecc.mo Sig.re e P.ron Col.mo

Il Sig.r Galileo [Galilei], p.o Filosofo di S. A. Ser.ma

Firenze.


3473*.

FULGENZIO MICANZIO a GALILEO [in Firenze].

Venezia, 2 maggio 1637.


Bibl. Est. in Modena. Raccolta Campori. Autografi, B. LXXX, n.o 120. — Autografa la sottoscrizione.


Molto Ill. et Eccell.mo Sig.r, Sig.r Col.mo

Mi capitano insieme le due gratissime lettere di V. S. molto Ill.re et Eccell.ma d’i 18 et d’i 25 passato, et in questa il foglio con le tre figure della sua opera; et non l’ho mandato hieri al Sig.r Elzevir, perchè il Sig.r Giusti1 libraro, che tiene la corrispondenza, non si trova qui: lo mandarò per le prossime infallibilmente. Ho lettere dal sudetto Sig.r Elzivir di 42, 14 passato, nelle quali mi scrive che per il spazzo seguente mi haverebbe mandato il primo foglio; et subito che sia gionto, lo invierò a V. S. Mi dispiace che le convenga fare la fattica di sua mano, perchè in vero è grande, et a me, quando occorre, riesce intollerabile.

Da quello che V. S. mi scrive circa li moti volontarii, in quali metto tutti quelli de’ viventi, resto chiaro che le mie chimere, che vi faccio sopra, sono adonque intorno all’impossibile, poichè mi resta sempre impresso il detto del già P. Maestro Paolo, che quello che in materia di moto non è scibile da lei,

  1. Giusto Wipfeldich.
  2. Cfr. n.o 3460.