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di antonio rocco. 625

l’ultima superficie concava dell’orbe lunare, ed indi per virtù dell’istessa stella può seguire il moto di leipostille 1, talchè apparirà quasi una coda senza far parallasse, tal ora situata sopra gli altri orbi o stelle, come la medesima stella conduttiera; e ciò dà occasione di errare circa l’altezza, sito, etc. E se si sian viste queste tali comete1 per sorte sopra le stelle vere, di modo che da queste stelle siano esse comete state offuscate o ricoperte, e perciò sia argomento che la lor situazione sia stata realmente nel cielo e sopra i pianeti, onde la mia risposta non vaglia nulla, io dico che anco in questa apparizione può esser errore: perchè un lume più debile, unito col più potente, perde ogni vigore, quasi che fusse estinto; così di giorno io lo perdono le stelle nel cielo, etc; or la cometa ha picciolo e fosco lume in comparazione delle stelle; perciò se nel suo moto passerà sotto alcuna di esse direttamente, restarà offuscata ed invisibile: e chi rimirasse questo passaggio senza specularne la cagione, direbbe che la cometa fusse passata sopra la stella, e per conseguente avesse anco la sua situazione più alta di lei; e pur non gli passò di sopra, ma restò offuscata, come ho detto. Mi si potrebbe però opporre, che se le comete fussero contigue all’orbe lunare, si consumerebbono in breve dalla voracità del fuoco. Al che rispondo, che la tenacità della materia con la crassizie restaurata può per alcun tempo conservarle, come le legna accese nel nostro fuoco; e massime per non esser il fuoco elementare, per la sua gran rarità, di attività eccessiva, in comparazione a materie di resistenza notabile, come sono quelle di cotali comete. Del resto attinente alle comete ho discorso a bastanza nella mia Filosofia.

4. Delle due stelle nuove, con l’istesso fondamento potrei rispondere che in effetto non fussero vere stelle, ma comete ancor esse, le quali seguivano le sue stelle veraci con più congiunzione e vicinità, però senza parallasse, che non fa l’alone o corona intorno al Sole ed alla Luna; le quali comete, consumata la lor materia, si corruppero poi, come dicono gli osservatori: perchè se fussero state vere, situate nel ciel stellato, l'una nell’ imagine di Cassiopea, l’altra nell' Esculapio, ed oltre di queste un’altra (dicono) del 1600 nel Cigno, e poi si fussero corrotte, io argomentarci una facilissima corruttibilità nelle stelle, e nelle più grandi, quali affermano fussero le predette, sì che anco l’altre stelle durerebbono pochissimo, essendo della medesima sostanza; onde non solo alcuna delle antiche, ma le imagini intiere ed i pianeti parimente, massime i più piccioli, si sarebbono,

già tempo, disfatti. E pur voi ammettete invariabilità in queste antiche

  1. Delle comete osservate da astronomi e da loro descritte, nessuna ha seguito il moto di stella veruna, nè fissa ne errante.

  1. Di fronte alle linee che comprendono le pa- role «medesima stella conduttiera... comete» sono segnate in margine, nell’esemplare dell’edizione ori- ginale postillato da Galileo, delle virgolette, con le quali Galileo richiama l’attenzione su quelle linee.