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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/604

596 esercitazioni filosofiche

veranno, talchè in vano saranno mobili del lor natural moto totale; e così era bene chiamargli immobili, anzi che di fatto sono tali. Vi rispondo che non son mobili in vano, perchè basta che abbino questa facoltà per adoperarla quando gli bisognasse, ancor che mai ciò non accadessepostille 1; ed eccovene l’essempio chiaro: l’uomo col suo ardire e valore è atto a far guerre, a domar le fiere, spianar i monti, adequar le valli, e mill’altre operazioni; però non è necessario che venga a questo, ed alle volte possono correr i secoli intieri senza tali occasioni; è perciò questa virtù in vano? non già. Così gli elementi hanno virtù di moversi localmente di moto retto naturale, e, caso che ne abbino bisogno, si movono, altrimenti non è necessario. Si può ancora dire, che avendo la natura dato a tutte le cose virtù per conservarsi e difendersi, la devono porre in esecuzione solamente quando da violenza siano agitate; così chi la Terra o alcuna delle sue parti dal proprio luogo rimovesse, da sè stesse vi tornerebbono: nè in altra maniera è di mestieri moversi tutti, come non si corrompono mai tutti, se bene sono corrottigli ed essi elementi ed anco i cieli, secondo voi, nè parimente del tutto altri cieli, altri elementi, si generano, sì come ancor voi confessarete. Perchè dunque hanno da mutar loco totale? e se per esser chiamati generabili e corruttibili gli basta il moto di generazione e corruzzione parziale, non gli basterà nella medesima maniera per esser mobili localmentepostille 2? Chi vi dicesse ancora che la natura è principio di ogni moto, non solo (dico) del locale, ma del generativo, corruttivo, aumentativo, diminutivo, ed alterativo, da ciascuno di quali separatamente può una cosa esser detta mobile, se ben non mutasse mai luogo, avrebbe anco detto qualche cosa non fuora di proposito: pur non intendo con questa risposta aver sodisfatto a me stesso nè ad Aristotile.

2. Alla seconda instanza rispondo, che la linea retta è infinita nella considerazione matematica, ma in buona filosofia non si dà nè linea nè altra cosa at-

  1. tal facoltà dico che ha ciascun pianeta, ancor che mai non se ne prevaglia; e però questo non basta per far differir la Terra da i pianeti.

    La luna ancora e qual si voglia stella è credibile che, rimossa dal suo luogo, vi tornerebbe, come anco le parti loro separate dal tutto: adunque, preso il moto retto in questo modo, non pon differenza tra i corpi mondani; e però se la Terra deve differir dalla luna da altro corpo mondano mobile circolarmente, bisogna che sia differente per la quiete.

  2. Ed io per ciò vi dico che il chiamare il globo terrestre generabile e corruttibile è errore, sì che voi volete ricoprire un mancamento con un altro simile.