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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/477


sia si dubita grandemente dell’orbe della Luna, come anco di tutti gli altri, cioè se ci siano tali corpi solidi e vastissimi o pure se oltre all’aria si estenda una continuata espansione di una sustanza assai piú tenue e pura della nostra aria, per la quale vadiano vagando i pianeti, come or mai comincia ad esser tenuto anco da buona parte de i medesimi filosofi: ma sia in questo o in quel modo, non ci è ragione per la quale il fuoco da un semplice contatto d’una superficie, che per voi si stima esser tersissima e liscia, possa esser, secondo tutta la sua profondità, portato in volta di un moto alieno dalla sua naturale inclinazione, come diffusamente è stato provato e con sensate esperienze dimostrato dal Saggiatore; oltre all’altra improbabilità del trasfondersi tal moto dal fuoco sottilissimo per l’aria assai piú densa, e da questa anco poi nell’acqua. Ma che un corpo di superficie aspra e montuosa, nel volgersi in se stesso, conduca seco l’aria a sé contigua e nella quale vanno percotendo le sue prominenze, è non pur probabile, ma necessario, e si può tuttavia vederne l’esperienza, benché, senza vederla, non credo che sia intelletto che ci ponga dubbio. Quanto all’altra parte, posto che dal moto del cielo fosse condotta l’aria ed anco l’acqua, non però tal moto avrebbe che far nulla co ’l flusso e reflusso. Imperocché, essendo che da una causa una ed uniforme non può seguire altro che un effetto solo ed uniforme, quello che nell’acqua si devrebbe scorgere, sarebbe un corso continuato ed uniforme da levante verso ponente, ed in quel mare solamente che, ritornando in se stesso, circonda tutto ’l globo; ma ne i mari terminati, come è il Mediterraneo, racchiuso da oriente, non vi potrebbe esser tal moto, perché se l’acqua sua potesse esser cacciata dal corso del cielo verso occidente, son molti secoli che sarebbe restato asciutto: oltre che la nostra acqua non corre solamente verso occidente, ma ritorna in dietro verso levante, e con periodi ordinati. E se ben voi dite, con l’esempio de i fiumi, che benché il corso del mare fusse originariamente il solo da oriente in occidente, tuttavia la diversa postura de i lidi può far ringurgitare parte dell’acqua in dietro, ciò vi concedo; ma bisogna, signor Simplicio mio, che voi avvertiate, che dove l’acqua per tal cagione ritorna in dietro, vi ritorna perpetuamente, e dove ella corre a dirittura, vi corre sempre nell’istesso modo, ché cosí vi mostra l’esempio de i fiumi; ma nel caso del flusso e reflusso, bisogna trovare e produr ragione