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monti; e questa tal porzione possiamo noi molto piú ragionevolmente affermare che sia portata in volta, rapita dall’asprezza della Terra, che la superiore, rapita dal moto celeste, come asserite voi Peripatetici. Quanto sin qui ho detto mi pare assai competente risposta all’instanza del signor Simplicio; tuttavia voglio con nuova obbiezione e con nuova risposta, fondata sopra una mirabile esperienza, soprabbondantemente dar sodisfazione ad esso, e confermare al signor Sagredo la mobilità del globo terrestre. Ho detto, l’aria, ed in particolare quella parte di lei che non si eleva sopra la sommità delle piú alte montagne, esser dall’asprezza della terrestre superficie portata in giro; dal che pare che in conseguenza ne venga, che quando la superficie della Terra non fusse ineguale, ma tersa e pulita, non resterebbe cagione per tirarsi in compagnia l’aria, o almeno per condurla con tanta uniformità. Ora, la superficie di questo nostro globo non è tutta scabrosa ed aspera, ma vi sono grandissime piazze ben lisce, cioè le superficie di mari amplissimi, le quali, sendo anco lontanissime da i gioghi de i monti che le circondino, non par che possano aver facultà di condur seco l’aria sopreminente; e non la conducendo, si dovrebbe in quei luoghi sentir quello che in conseguenza ne viene.


Simplicio

Questa medesima difficultà volevo io ancora promuovere, la qual mi pare esser di grand’efficacia.


Salviati

Voi parlate benissimo: di maniera che, signor Simplicio, dal non si sentir nell’aria quello che in conseguenza accaderebbe quando questo nostro globo andasse in volta, voi argumentate la sua immobilità. Ma quando questo, che vi par che per necessaria conseguenza sentir si dovesse, in fatto e per esperienza si sentisse, l’accettereste voi per indizio ed argomento assai gagliardo per la mobilità del medesimo globo?


Simplicio

In questo caso non bisogna parlar con me solo, perché quando ciò accadesse, e che a me ne fusse occulta la causa, forse ad altri potrebbe esser nota.


Salviati

Talché con esso voi non si può mai guadagnare, ma sempre si sta su ’l perdere, e però sarebbe meglio non giocare; tuttavia, per non piantare il terzo, seguirò avanti. Dicevamo pur ora, e con qualche aggiunta replico, che l’aria, come corpo tenue e fluido e non saldamente congiunto alla Terra, pareva che non avesse necessità