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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/470


è sottoposto alle perturbazioni come lo stretto di Scilla e Cariddi: imperocché quello ha il Mar Negro sopra verso tramontana, e la Propontide e l’Egeo co ’l Mediterraneo postogli, benché per lungo tratto, verso mezogiorno; ma già, come abbiamo notato, i mari quanto si voglino lunghi da tramontana verso mezogiorno non soggiacciono a i flussi e reflussi: ma perché lo stretto di Sicilia è traposto tra le parti del Mediterraneo distese per gran distanze da ponente a levante, cioè secondo la corrente de’ flussi e reflussi, però in questo le agitazioni son molto grandi: e maggiori sarebbero tra le Colonne, quando lo stretto di Gibilterra s’aprisse meno; e grandissime riferiscono esser quelle dello stretto di Magalianes. Questo è quanto per ora mi sovviene di poter dirvi intorno alle cause di questo primo periodo diurno del flusso e reflusso e suoi varii accidenti, dove se hanno da propor cosa alcuna, potranno farlo, per passar poi a gli altri due periodi, mestruo ed annuo.


Simplicio

Non mi par che si possa negare che il discorso fatto da voi proceda molto probabilmente, argumentando, come noi dichiamo, ex suppositione, cioè posto che la Terra si muova de i due movimenti attribuitigli dal Copernico: ma quando si escludano tali movimenti, il tutto resta vano ed invalido; l’esclusion poi di tale ipotesi ci viene dall’istesso vostro discorso assai manifestamente additata. Voi con la supposizion de i due movimenti terrestri rendete ragione del flusso e reflusso, ed all’incontro, circolarmente discorrendo, dal flusso e reflusso traete l’indizio e la confermazione di quei medesimi movimenti: e passando a piú specifico discorso, dite che l’acqua per esser corpo fluido, e non tenacemente annesso alla Terra, non è costretta ad ubbidir puntualmente ad ogni suo movimento, dal che inducete poi il suo flusso e reflusso. Io su le vostre stesse pedate arguisco in contrario, e dico: L’aria è assai piú tenue e fluida dell’acqua, e meno annessa alla superficie terrena, alla quale l’acqua, se non per altro per la sua gravità, co ’l premergli sopra assai piú che l’aria leggierissima, aderisce; adunque molto meno dovrebbe l’aria secondar i movimenti della Terra; e però quando la Terra si movesse in quella maniera, noi, abitatori di quella e da lei con simile velocità portati, dovremmo perpetuamente sentir un vento da levante, che con intollerabil forza ci ferisse: e del cosí dover seguire l’esperienza ci fa cotidianamente avvertiti; ché se nel correr la posta solamente con velocità di 8