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terrestri cagione di contribuire all’acque movimento solo di dodici in dodici ore, poi che una volta sola il giorno sommamente si ritarda e sommamente si accelera il movimento de i vasi contenenti, nientedimeno l’altra seconda cagione, dependente dalla gravità dell’acqua, che cerca ridursi all’equilibrio, e, secondo la brevità del vaso, ha le sue reciprocazioni o di un’ora o di due o di tre etc., questa mescolandosi con la prima, che anco per sé ne i vasi piccoli resta piccolissima, la vien del tutto a render insensibile; imperocché, non si essendo ancora finita di imprimer la commozione procedente dalla cagion primaria, che ha i periodi di 12 ore, sopravvien, contrariando, l’altra secondaria, dependente dal proprio peso dell’acqua, la quale, secondo la cortezza e profondità del vaso, ha il tempo delle sue vibrazioni di 1, 2, 3 o 4 ore, etc., e, contrariando alla prima, la perturba e rimuove, senza lasciarla giugnere al sommo né al mezo del suo movimento. E da tal contrapposizione resta annichilata in tutto, o molto oscurata, l’evidenza del flusso e reflusso. Lascio stare l’alterazion continua dell’aria, la quale, inquietando l’acqua, non ci lascerebbe venire in certezza d’un piccolissimo ricrescimento o abbassamento di mezo dito o di minor quantità, che potesse realmente risedere ne i seni e ricetti di acque non piú lunghi di un grado o due. Vengo, nel secondo luogo, a sciorre il dubbio, come, non risedendo nel primario principio cagione di commuover l’acque se non di 12 in 12 ore, cioè una volta per la somma velocità di moto e l’altra per la massima tardità, nulladimeno apparisce comunemente il periodo de i flussi e reflussi esser di sei in sei ore. Al che si risponde che tale determinazione non si può in verun modo avere dalla cagion primaria solamente, ma vi bisogna inserire le secondarie, cioè la lunghezza maggiore o minore de i vasi, e la maggiore o minor profondità dell’acque in essi contenute: le quali cagioni, se ben non hanno azione veruna ne i movimenti dell’acque, essendo tale azione della sola cagion primaria, senza la quale nulla seguirebbe de’ flussi e reflussi, tuttavia l’hanno principalissima nel terminar i tempi delle reciprocazioni, e cosí potente, che la cagion primaria convien che gli resti soggetta. Non è dunque il periodo delle 6 ore piú proprio o naturale di quelli d’altri intervalli di tempi, ma ben forse il piú osservato, per esser quello che compete al nostro Mediterraneo, che solo per lunghi secoli fu praticabile; ancor che né tal periodo si