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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/465


Io, per la parte mia, molto ben capisco, questo maraviglioso accidente doversi necessariamente ritrovare ne i seni de i mari, e massime in quelli che per gran distanze si distendono da occidente in oriente, cioè secondo il corso de i movimenti del globo terrestre; e come che ei sia in certo modo inescogitabile e senza esempio tra i movimenti possibili a farsi da noi, cosí non mi è difficile a credere che da esso possano derivar effetti non imitabili con nostre artificiali esperienze.


Salviati

Dichiarate queste cose, è tempo che venghiamo a esaminare i particolari accidenti, e loro diversità, che ne’ flussi e reflussi dell’acque per esperienza si osservano. E prima, non dovremo aver difficultà nell’intendere, onde accaggia che ne i laghi, stagni, ed anco ne i mari piccoli, non sia notabil flusso e reflusso: il che ha due concludentissime ragioni. L’una è, che, per la brevità del vaso, nell’acquistare egli in diverse ore del giorno diversi gradi di velocità, con poca differenza vengano acquistati da tutte le sue parti; ma tanto le precedenti quanto le susseguenti, cioè l’orientali e l’occidentali, quasi nell’istesso modo si accelerano e si ritardano; facendosi, di piú, tale alterazione a poco a poco, e non con l’opporre un repentino intoppo e ritardamento o una subitanea e grande accelerazione al movimento del vaso contenente, ed esso e tutte le sue parti vengon lentamente ed egualmente impressionandosi de i medesimi gradi di velocità: dalla quale uniformità ne séguita che anco l’acqua contenuta, con poca contumacia e renitenza riceva le medesime impressioni, e per conseguenza molto oscuramente dia segno d’alzarsi o abbassarsi, scorrendo verso questa o verso l’altra estremità; il quale effetto si vede ancora manifestamente ne’ piccoli vasi artifiziali, ne i quali l’acqua contenuta si va impressionando de gl’istessi gradi di velocità, tuttavoltaché l’accelerazione o ritardamento si faccia con lenta ed uniforme proporzione. Ma ne i seni de i mari che per grande spazio si distendono da levante a ponente, assai piú notabile e difforme è l’accelerazione o ’l ritardamento, mentre una delle sue estremità si troverà in un moto assai ritardato, e l’altra sarà ancora di moto velocissimo. La seconda causa è la reciproca librazion dell’acqua, proveniente dall’impeto che ella pure avesse concepito dal moto del suo continente, la qual librazione ha, come si è notato, le sue vibrazioni molto frequenti ne i vasi piccoli: dal che ne risulta, che risedendo ne i movimenti