Apri il menu principale


Or questa sia la potissima e primaria causa del flusso e reflusso, senza il quale nulla seguirebbe di tale effetto. Ma perchè multiplici e varii sono gli accidenti particolari che in diversi luoghi e tempi si osservano, i quali è forza che da altre diverse cause concomitanti dependano, se ben tutte devono aver connessione con la primaria, però fa di mestiero andar proponendo ed esaminando i diversi accidenti che di tali diversi effetti possano esser cagioni. Il primo de’ quali è, che qualunque volta l’acqua, mercé d’un notabile ritardamento o accelerazione di moto del vaso suo contenente, avrà acquistata cagione di scorrere verso questa o quella estremità, e si sarà alzata nell’una ed abbassata nell’altra, non però resterà in tale stato, quando ben cessasse la cagion primaria, ma, in virtú del proprio peso e naturale inclinazione di livellarsi e librarsi, tornerà per se stessa con velocità in dietro; e, come grave e fluida, non solo si moverà verso l’equilibrio, ma, promossa dal proprio impeto, lo trapasserà, alzandosi nella parte dove prima era piú bassa; né qui ancora si fermerà, ma di nuovo ritornando in dietro, con piú reiterate reciprocazioni di scorrimenti ci darà segno come ella non vuole da una concepita velocità di moto ridursi subito alla privazion di quello ed allo stato di quiete, ma successivamente ci si vuole, mancando a poco a poco, lentamente ridurre: in quel modo appunto che vediamo alcun peso pendente da una corda, doppo essere stato una volta rimosso dal suo stato di quiete, cioè dal perpendicolo, per se medesimo ricondurvisi e quietarvisi, ma non prima che molte volte l’avrà di qua e di là, con sue vicendevoli corse e ricorse, trapassato. Il secondo accidente da notarsi è, che le pur ora dichiarate reciprocazioni di movimento vengon fatte e replicate con maggiore o minor frequenza, cioè sotto piú brevi o piú lunghi tempi, secondo le diverse lunghezze de’ vasi contenenti l’acque; sí che negli spazii piú brevi le reciprocazioni son piú frequenti, e piú rare ne’ piú lunghi: come appunto nel medesimo esempio de’ corpi pendoli si veggono le reciprocazioni di quelli che sono appesi a piú lunghe corde esser men frequenti che quelle de i pendenti da fili piú corti. E qui, per il terzo notabile, vien da sapersi, che non solamente la maggiore o minor lunghezza del vaso è cagione di far che l’acqua sotto diversi tempi faccia le sue reciprocazioni, ma la maggiore o minor profondità opera l’istesso; ed accade che dell’acque contenute