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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/454


Luna; e perché quando essa è sotto l’orizonte, pur tuttavia ritorna l’alzamento, dice che non si può dir altro, per salvar tal effetto, se non che la Luna non solo ritiene in sé naturalmente questa facultà, ma in questo caso ha possanza di conferirla a quel grado del zodiaco, che gli è opposto. Altri, come credo che sappiate, dicono pur che la Luna ha possanza, co ’l suo temperato calore, di rarefar l’acqua, la quale, rarefatta, viene a sollevarsi. Non ci è mancato anco chi...


Sagredo

Di grazia, signor Simplicio, non ce ne riferite piú, ché non mi pare che metta conto di consumare il tempo nel referirle, né meno le parole per confutarle; e voi, quando ad alcuna di queste o simili leggerezze prestaste l’assenso, fareste torto al vostro giudizio, che pur lo conosciamo per molto purgato.


Salviati

Io, che sono un poco piú flemmatico di voi, signor Sagredo, spenderò pur cinquanta parole in grazia del signor Simplicio, se forse egli stimasse, nelle cose da lui raccontate ritrovarsi qualche probabilità. Dico per tanto: L’acque, signor Simplicio, che hanno piú alta la loro superficie esteriore, discacciano quelle che gli sono inferiori e piú basse; ma ciò non fanno già le piú alte di profondità; e le piú alte, scacciate che hanno le piú basse, in breve si quietano e si librano. Bisogna che questo vostro Peripatetico creda che tutti i laghi del mondo che stanno in quiete, e tutti i mari dove il flusso e reflusso è insensibile, abbiano i letti loro egualissimi; ed io era sí semplice, che mi persuadevo che, quando altro scandaglio non ci fusse, l’isole, che sopravanzano sopra l’acque, fussero assai manifesto indizio dell’inegualità de i fondi. A quel prelato potreste dire che la Luna scorre ogni giorno sopra tutto ’l Mediterraneo, né però si sollevano le acque salvo che nelle sue estremità orientali e qui a noi in Venezia. A quelli del calor temperato, potente a far rigonfiar l’acqua, dite che pongano il fuoco sotto di una caldaia piena d’acqua, e che vi tengan dentro la man destra sin che l’acqua per il caldo si sollevi un sol dito, e poi la cavino, e scrivano del rigonfiamento del mare; o dimandategli almeno che vi insegnino come fa la Luna a rarefar certa parte dell’acque e non il rimanente, come dir queste qui di Venezia, e non quelle d’Ancona, di Napoli o di Genova. È forza dire che gl’ingegni poetici sieno di due spezie: alcuni, destri ed atti ad inventar le favole; ed altri, disposti ed accomodati a crederle.


Simplicio

Io non penso che alcuno creda le favole mentre che per tali