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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/453


il corso ancora, come accade qui in Venezia, dove l’acque entrando alzano, e nell’uscire abbassano: e questo fanno all’estremità delle lunghezze de i golfi che si distendono da occidente in oriente e terminano in ispiagge, sopra le quali l’acqua nell’alzarsi ha campo di potersi spargere; che quando il corso gli fusse intercetto da montagne o argini molto rilevati, quivi si alzerebbero ed abbasserebbero senza moto progressivo. Corrono poi e ricorrono, senza mutare altezza, nelle parti di mezzo, come accade notabilissimamente nel Faro di Messina tra Scilla e Cariddi, dove le correnti, per la strettezza del canale, sono velocissime, ma ne i mari piú aperti e intorno all’isole di mezo, come sono le Baleariche, la Corsica, la Sardigna, l’Elba, la Sicilia verso la parte di Affrica, Malta, Candia etc., le mutazioni di altezza sono piccolissime, ma ben notabili le correnti, e massime dove il mare tra l’isole, o tra esse e ’l continente, si ristrigne. Ora, questi soli effetti veraci e certi, quando altro non si vedesse, parmi che assai probabilmente persuadano, a chiunque voglia star dentro a i termini naturali, a conceder la mobilità della Terra; imperocché ritener fermo il vaso del Mediterraneo, e far che l’acqua, che in esso si contiene, faccia questo che fa, supera la mia immaginazione, e forse quella di ogn’altro che oltre alla scorza s’internerà in tale specolazione.


Simplicio

Questi accidenti, signor Salviati, non cominciano adesso; sono antichissimi, e stati osservati da infiniti, e molti si sono ingegnati di renderne chi una e chi un’altra ragione; e non è molte miglia lontano di qui un gran Peripatetico, che ne adduce una causa nuovamente espiscata da certo testo di Aristotile, non bene avvertito da’ suoi interpreti, dal qual testo ei raccoglie, la vera causa di questi movimenti non derivar d’altronde che dalle diverse profondità de’ mari: imperocché l’acque delle piú alte profondità, essendo maggiori in copia, e per ciò più gravi, discacciano l’acque de’ minor fondi, le quali poi, sollevate, voglion descendere; e da questo continuo combattimento deriva il flusso e reflusso. Quelli poi che referiscon ciò alla Luna, son molti, dicendo che ella ha particolar dominio sopra l’acqua: ed ultimamente certo prelato ha pubblicato un trattatello, dove dice che la Luna, vagando per il cielo, attrae e solleva verso di sé un cumolo d’acqua, il quale la va continuamente seguitando, sí che il mare alto è sempre in quella parte che soggiace alla