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globo terrestre, come sono tutte l’altre sue parti solide, anzi che per la sua fluidezza resta in parte sui iuris e libero, rimane, tra le cose sullunari, nel quale noi possiamo riconoscere qualche vestigio ed indizio di quel che faccia la Terra in quanto al moto o alla quiete. Io, doppo aver piú e piú volte meco medesimo esaminati gli effetti ed accidenti, parte veduti e parte intesi da altri, che ne i movimenti dell’acque si osservano, e piú lette e sentite le gran vanità prodotte da molti per cause di tali accidenti, mi son quasi sentito non leggiermente tirare ad ammettere queste due conclusioni (fatti però i presupposti necessari): che quando il globo terrestre sia immobile, non si possa naturalmente fare il flusso e reflusso del mare; e che quando al medesimo globo si conferiscano i movimenti già assegnatili, è necessario che il mare soggiaccia al flusso e reflusso, conforme a tutto quello che in esso viene osservato.


Sagredo

La proposizione è grandissima, sí per se stessa, sí per quello ch’ella si tira in conseguenza; onde io tanto piú attentamente ne starò a sentire la dichiarazione e confermazione.


Salviati

Perché nelle questioni naturali, delle quali questa, che abbiamo alle mani, ne è una, la cognizione de gli effetti è quella che ci conduce all’investigazione e ritrovamento delle cause, e senza quella il nostro sarebbe un camminare alla cieca, anzi piú incerto, poiché non sapremmo dove riuscir ci volessimo, che i ciechi almeno sanno dove e’ vorrebber pervenire; però innanzi a tutte l’altre cose è necessaria la cognizione de gli effetti de’ quali ricerchiamo le cagioni: de’ quali effetti voi, signor Sagredo, e piú abbondantemente e piú sicuramente dovete esser informato che io non sono, come quello che, oltre all’esser nato e per lungo tempo dimorato in Venezia, dove i flussi e reflussi sono molto notabili per la lor grandezza, avete ancora navigato in Soria, e, come ingegno svegliato e curioso, dovete aver fatte molte osservazioni; dove che a me, che solamente ho potuto osservare per qualche tempo, benché breve, quello che accade qui in quest’estremità del golfo Adriatico e nel nostro mar di sotto, intorno alle spiagge del Tirreno, conviene di molte cose starmene alle relazioni di altri, le quali, essendo per lo piú non ben concordi, e per conseguenza assai incerte, confusione piú tosto che confermazione possono arrecare alle nostre specolazioni. Tuttavia da quelle che aviamo sicure, e che son anco le principali, parmi di poter pervenire al ritrovamento