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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/383


Terzo, cominciando ad apparire, e, per cosí dire, a nascere, all’occhio nostro le macchie dalla parte sinistra del disco solare, ed andando ad occultarsi e a tramontare nella parte destra, i termini orientali, cioè delle prime comparite, per sei mesi saranno piú bassi de i termini opposti delle occultazioni, e per altri sei mesi accaderà per l’opposito, cioè che nascendo esse macchie da punti piú elevati e da quelli descendendo, ne i corsi loro verranno ad ascondersi in punti piú bassi, e per due giorni soli di tutto l’anno saranno tali termini, de gli orti e de gli occasi, equilibrati; doppo i quali libramenti cominciando pian piano l’inclinazione de i viaggi delle macchie, e di giorno in giorno facendosi maggiore, in tre mesi giugnerà alla somma obbliquità, e di lí cominciando a diminuirsi, in altrettanto tempo si ridurrà all’altro equilibrio. Accaderà, per la quarta maraviglia, che il giorno della massima obbliquità sarà l’istesso che quello del passaggio fatto per linea retta, e nel giorno della librazione apparirà l’arco del viaggio piú che mai incurvato: ne gli altri tempi poi, secondo che la pendenza si andrà diminuendo e incamminandosi verso l’equilibrio, l’incurvazione de gli archi de i passaggi, per l’opposito, si andrà agumentando".
Sagredo

Io, signor Salviati mio, conosco che l’interrompervi il discorso è mala creanza; ma non men cattiva stimo che sia il lasciarvi diffonder piú lungamente in parole, mentre elle vengano, come si dice, buttate al vento. Imperocché, a dirla liberamente, io non mi so formar concetto alcuno distinto pur di una delle conclusioni che avete pronunziate: ma perché, apprese cosí in generale ed in confuso, mi si rappresentano cose di ammirabili conseguenze, vorrei pure in qualche maniera esserne fatto capace.


Salviati

L’istesso che accade a voi, avvenne a me ancora, mentre con nude parole mi furon portate dal mio ospite; il quale mi agevolò poi l’intelligenza col figurarmi il fatto sopra uno strumento materiale, che non fu altro che una semplice sfera, servendosi di alcuni de’ suoi cerchi, ma in altro uso di quello al quale comunemente sono ordinati. Ora, in difetto della sfera, supplirò con farne disegni in carta, secondo che bisognerà. E per rappresentare il primo accidente da me proposto, il quale fu che i passaggi delle macchie due volte l’anno solamente potevano apparir fatti per linee rette, figuriamoci questo punto O esser centro dell’orbe magno, o vogliam dire dell’eclittica,