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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/278


ad esso avanti che fusse creato: e perché io son sicuro ch’e’ direbbe che non si sarebbe né anco potuto immaginare nissuna delle cose seguite, delle quali la sola esperienza l’ha fatto scienziato, dovrà non mi negar perdono e scusarmi s’io non so quel che egli sa delle cose che seguirebbero doppo l’annichilazione di esso globo, atteso che io manco di quest’esperienza che egli ha. Dite ora se ci è altra cosa.


Simplicio

Ci è questa figura, che rappresenta il globo terrestre con una gran cavità intorno al suo centro, ripiena d’aria; e per mostrare che i gravi non si muovono in giú per unirsi co ’l globo terrestre, come dice il Copernico, costituisce questa pietra nel centro, e domanda, posta in libertà quel che ella farebbe; ed un’altra ne pone nella concavità di questa gran caverna, e fa l’istessa interrogazione, dicendo quanto alla prima: Lapis in centro constitutus aut ascendet ad Terram in punctum aliquod, aut non: si secundum, falsum est partes ob solam seiunctionem a toto ad illud moveri; si primum, omnis ratio et experientia renititur, neque gravia in suæ gravitatis centro conquiescent. Item, si suspensus lapis liberatus decidat in centrum, separabit se a toto, contra Copernicum; si pendeat, refragatur omnis experientia, cum videamus integros fornices corruere. (21)


Salviati

Risponderò, benché con mio disavvantaggio grande, già che son alle mani con chi ha veduto per esperienza ciò che fanno questi sassi in questa gran caverna, cosa che non ho veduta io, e dirò che credo che prima siano le cose gravi che il centro comune della gravità, sí che non un centro, che altro non è che un punto indivisibile, e però di nessuna efficacia, sia quello che attragga a sé le materie gravi, ma che esse materie, cospirando naturalmente all’unione, si formino un comun centro, che è quello intorno al quale consistono parti di eguali momenti: onde stimo, che trasferendosi il grande aggregato de i gravi in qualsivoglia luogo, le particelle che dal tutto fusser separate lo seguirebbero, e non impedite lo penetrerebbero sin dove trovassero parti men gravi di loro, ma pervenute sin dove s’incontrassero in materie piú gravi, non scenderebber piú. E però stimo che nella caverna ripiena d’aria tutta la volta premerebbe, e solo violentemente si sostenterebbe sopra quell’aria, quando la durezza non potesse esser superata e rotta dalla gravità; ma sassi staccati credo che scenderebbero al centro, e non soprannoterebbero all’aria: