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per comparire in scena: pur, preso animo dalla comparsa dell’autor del signor Simplicio, non resterò di recitarvi (se mi sovverrà) il modo che io tenevo. Ma prima ch’io metta mano ad altro, non posso lasciar di dire che dubito grandemente che il signor Simplicio non abbia fedelmente referito il modo co ’l quale questo suo autore trova che la palla d’artiglieria, nel venir dal concavo della Luna sino al centro della Terra, consumerebbe piú di sei giorni; perché, s’egli avesse supposto che la sua velocità nello scendere fusse stata eguale a quella del concavo (come dice il signor Simplicio che e’ suppone), si sarebbe dichiarato ignudissimo anco delle prime e piú semplici cognizioni di geometria: anzi mi maraviglio che l’istesso signor Simplicio nell’ammetter la supposizione ch’egli dice, non vegga l’esorbitanza immensa che in quella si contiene.


Simplicio

Ch’io abbia equivocato nel riferirla, potrebbe essere; ma che io vi scuopra dentro fallacia, non è sicuramente.


Salviati

Forse non ho ben appreso quel che avete riferito. Non dite voi che quest’autore fa la velocità del moto della palla nello scendere eguale a quella ch’ell’aveva nello andare in volta, stando nel concavo lunare, e che calando con tal velocità si condurrebbe al centro in sei giorni?


Simplicio

Cosí mi par ch’egli scriva.


Salviati

E non vedete un’esorbitanza sí grande? Ma voi certo la dissimulate: ché non può esser che non sappiate che ’l semidiametro del cerchio è manco che la sesta parte della circonferenza; e che in conseguenza il tempo nel quale il mobile passerà il semidiametro, sarà manco della sesta parte del tempo nel quale, mosso con la medesima velocità, passerebbe la circonferenza; e che però la palla, scendendo con la velocità con la quale si muoveva nel concavo, arriverà in manco di quattr’ore al centro, posto che nel concavo compiesse una revoluzione in ore ventiquattro, come bisogna ch’ei supponga per mantenersi sempre nella medesima verticale.


Simplicio

Intendo ora benissimo l’errore; ma non glie lo vorrei attribuire immeritamente, ed è forza ch’io abbia errato nel recitar il suo argomento: e per fuggir di non gli n’addossar de gli altri, vorrei avere il suo libro, e se ci fusse chi andasse a pigliarlo, l’averei molto caro.


Sagredo

Non mancherà un lacchè, che anderà volando; ed appunto