Apri il menu principale


è eguale; e perché gli è eguale, la palla si mantien sempre a perpendicolo sopra la bocca dell’artiglieria, e finalmente in quella ricade; e mantenendosi sempre sopra la dirittura del pezzo, apparisce ancora continuamente sopra il capo di chi è vicino al pezzo, e però ci pare che ella giusto a perpendicolo salga verso il nostro vertice.


Simplicio

A me resta un’altra difficultà, ed è che, per esser il moto della palla nel pezzo velocissimo, non par possibile che in quel momento di tempo la trasposizion dell’artiglieria da C A in E D conferisca inclinazion tale alla linea trasversale C D, che mercé di essa la palla poi per aria possa tener dietro al corso della Terra.


Sagredo

Voi errate in piú conti. E prima, l’inclinazion della trasversale C D credo che sia molto maggiore di quello che voi vi immaginate, perché tengo senza dubbio che la velocità del moto terrestre, non solo sotto l’equinoziale, ma nel nostro parallelo ancora, sia maggior che quella della palla, mentre si muove dentro al pezzo; sí che l’intervallo C E sarebbe assolutamente maggiore che tutta la lunghezza del pezzo, e l’inclinazione della traversale maggiore, in conseguenza, di mezzo angolo retto. Ma, o sia poca o sia molta la velocità della Terra in comparazione di quella del fuoco, questo non importa niente, perché, se la velocità della Terra è poca, ed in conseguenza poca l’inclinazione della trasversale, di poca inclinazione ci è anco di bisogno per far che la palla continui di mantenersi nella sua volata sopra il pezzo: ed insomma, se voi attentamente andrete considerando, comprenderete che il moto della Terra, co ’l trasferir seco il pezzo da C A in E D, conferisce alla trasversale C D quel di meno o di piú inclinazione che si ricerca per aggiustare il tiro al suo bisogno. Ma errate secondariamente, mentre voleste riconoscer la facultà del tener dietro la palla al moto della Terra dall’impeto del fuoco, e ricadete nell’errore in che pareva esser incorso poco fa il signor Salviati; perché il tener dietro alla Terra è l’antichissimo e perpetuo moto participato indelebilmente ed inseparabilmente da essa palla, come da cosa terrestre e che per sua natura lo possiede e lo possederà in perpetuo.


Salviati

Quietiamoci pur, signor Simplicio, perché il negozio cammina giustamente cosí. Ed ora da questo discorso vengo a intender la ragione di un problema venatorio di questi imberciatori che con l’archibuso ammazzano gli uccelli per aria: e perché io mi era immaginato che per còrre l’