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comune circolare della conversion diurna, si troverrebbe precisamente qual sorte di linea sia quella che dal centro della gravità del mobile vien descritta nella composizion di tali due movimenti.


Sagredo

Del semplice movimento verso il centro, dependente dalla gravità, credo che si possa assolutamente senza errore credere che sia per linea retta, quale appunto sarebbe quando la Terra fusse immobile.


Salviati

Quanto a questa parte, non solamente possiamo crederla, ma l’esperienza ce ne rende certi.


Sagredo

Ma come ce ne assicura l’esperienza, se noi non veggiamo mai altro moto che il composto delli due, circolare ed in giú?


Salviati

Anzi pur, signor Sagredo, non veggiamo noi altro che il semplice in giú, avvenga che l’altro circolare, comune alla Terra alla torre ed a noi, resta impercettibile e come nullo, e solo ci resta notabile quello della pietra, non participato da noi; e di questo il senso dimostra che sia per linea retta, venendo sempre parallelo alla stessa torre, che sopra la superficie terrestre è fabbricata rettamente ed a perpendicolo.


Sagredo

Avete ragione, e ben troppo dappoco mi son dimostrato, mentre non m’è sovvenuto una cosa sí facile. Ma già che questo è notissimo, che altro dite voi di desiderare per intender la natura di questo movimento a basso?


Salviati

Non basta intender che sia retto, ma bisogna sapere se sia uniforme o pure difforme, cioè se mantenga sempre un’istessa velocità o pur si vadia ritardando o accelerando.


Sagredo

Già è chiaro che si va accelerando continuamente.


Salviati

Né questo basta, ma converrebbe sapere secondo qual proporzione si faccia tal accelerazione: problema, che sin qui non credo che sia stato saputo da filosofo né da matematico alcuno, ancorché da filosofi, ed in particolare Peripatetici, sieno stati volumi intieri, e grandissimi, scritti intorno al moto.


Simplicio

I filosofi si occupano sopra gli universali principalmente; trovano le definizioni ed i piú comuni sintomi, lasciando poi certe sottigliezze e certi tritumi, che son poi piú tosto curiosità, a i matematici: ed Aristotile si è contentato di definire eccellentemente che cosa sia il moto in universale, e del locale mostrare i principali attributi, cioè che altro è naturale, altro violento, che altro è semplice,