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inclinazion de’ corpi gravi è di muoversi verso ’l centro della Terra, e solo per violenza in su verso la circonferenza; e la superficie inclinata è quella che acquista vicinità al centro, e l’acclive discostamento.


Salviati

Adunque una superficie che dovesse esser non declive e non acclive, bisognerebbe che in tutte le sue parti fusse egualmente distante dal centro. Ma di tali superficie ve n’è egli alcuna al mondo?


Simplicio

Non ve ne mancano: ècci quella del nostro globo terrestre, se però ella fusse ben pulita, e non, quale ella è, scabrosa e montuosa; ma vi è quella dell’acqua, mentre è placida e tranquilla.


Salviati

Adunque una nave che vadia movendosi per la bonaccia del mare, è un di quei mobili che scorrono per una di quelle superficie che non sono né declivi né acclivi, e però disposta, quando le fusser rimossi tutti gli ostacoli accidentarii ed esterni, a muoversi, con l’impulso concepito una volta, incessabilmente e uniformemente


Simplicio

Par che deva esser cosí.


Salviati

E quella pietra ch’è su la cima dell’albero non si muov’ella, portata dalla nave, essa ancora per la circonferenza d’un cerchio intorno al centro, e per conseguenza d’un moto indelebile in lei, rimossi gli impedimenti esterni? e questo moto non è egli cosí veloce come quel della nave?


Simplicio

Sin qui tutto cammina bene. Ma il resto?


Salviati

Cavatene in buon’ora l’ultima conseguenza da per voi, se da per voi avete sapute tutte le premesse.


Simplicio

Voi volete dir per ultima conclusione, che movendosi quella pietra d’un moto indelebilmente impressole, non l’è per lasciare, anzi è per seguire la nave, ed in ultimo per cadere nel medesimo luogo dove cade quando la nave sta ferma; e cosí dico io ancora che seguirebbe quando non ci fussero impedimenti esterni, che sturbassero il movimento della pietra dopo esser posta in libertà: li quali impedimenti son due; l’uno è l’essere il mobile impotente a romper l’aria col suo impeto solo, essendogli mancato quello della forza de’ remi, del quale era partecipe, come parte della nave, mentre era su l’albero; l’altro è il moto novello del cadere a basso, che pur bisogna che sia d’impedimento all’altro progressivo.


Salviati

Quanto all’impedimento dell’aria, io non ve lo nego; e quando il cadente fusse materia leggiera, come una penna o un fiocco