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Pagina:Le opere di Galileo Galilei VII.djvu/152


Lo dimostra Aristotile, o pur lo dice solamente perché cosí compliva a certo suo disegno? Se contrarii son quelli, come egli stesso afferma, che scambievolmente si destruggono, io non so vedere come due mobili che s’incontrino sopra una linea circolare, si abbiano a offender meno che incontrandosi sopra una linea retta.


Sagredo

Di grazia, fermate un poco. Ditemi, signor Simplicio, quando due cavalieri si incontrano giostrando a campo aperto, o pure quando due squadre intere o due armate in mare si vanno ad investire e si rompono e si sommergono, chiameresti voi cotali incontri contrarii tra di loro?


Simplicio

Diciamoli contrarii.


Sagredo

Come dunque ne i moti circolari non è contrarietà? Questi, essendo fatti sopra la superficie della terra o dell’acqua, che sono, come voi sapete, sferiche, vengono ad esser circolari. Sapete voi, signor Simplicio, quali sono i moti circolari che non son tra loro contrarii? son quelli di due cerchi che si toccano per di fuora, che, girandone uno, fa naturalmente muover l’altro diversamente; ma se uno sarà dentro all’altro, è impossibil che i moti loro fatti in diverse parti non si contrastino l’un l’altro.


Salviati

Ma contrarii o non contrarii, queste sono altercazioni di parole; ed io so che in fatti molto piú semplice e natural cosa è il poter salvare il tutto con un movimento solo, che l’introdurne due, se non volete chiamarli contrarii, ditegli opposti: né io vi porgo questa introduzione per impossibile, né pretendo di trar da essa una dimostrazione necessaria, ma solo una maggior probabilità. Si rinterza l’inverisimile col disordinare sproporzionatissimamente l’ordine che noi veggiamo sicuramente esser tra quei corpi celesti la circolazion de’ quali non è dubbia, ma certissima. E l’ordine è, che secondo che un orbe è maggiore, finisce il suo rivolgimento in tempo piú lungo, ed i minori in piú breve: e cosí Saturno, descrivendo un cerchio maggior di tutti gli altri pianeti, lo complisce in trent’anni; Giove si rivolge nel suo minore in anni dodici, Marte in dua; la Luna passa il suo, tanto piú piccolo, in un sol mese; e non men sensibilmente vediamo, delle Stelle Medicee la piú vicina a Giove far il suo rivolgimento in brevissimo tempo, cioè in ore quarantadua in circa, la seguente in tre giorni e mezo, la terza in giorni sette, e la piú remota in sedici: e questo tenore assai concorde non punto verrà alterato