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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/99


intorno alle macchie solari ecc. 99

vedrà così sottile come la Luna di due o tre giorni, e la grandezza del suo visibil cerchio sarà in guisa accresciuta, che ben si conoscerà l’apparente suo diametro nell’esorto vespertino esser meno che la sesta parte di quello che si mostrerà nell’occultazione vespertina o esorto mattutino, ed in consequenza il suo disco apparir quasi 40 volte maggiore in questa positura che in quella: le quali cose non lascieranno luogo ad alcuno di dubitare qual sia la revoluzione di Venere, ma con assoluta necessità conchiuderanno, conforme alle posizioni de i Pitagorici e del Copernico, il suo rivolgimento esser intorno al Sole, intorno al quale, come centro delle lor revoluzioni, si raggirano tutti gli altri pianeti. Non occorre, dunque, aspettar congiunzioni corporali per accertarsi di così manifesta conclusione, nè produr ragioni soggette a qualche risposta, ben che debole, per guadagnarsi l’assenso di quelli la cui filosofia viene stranamente perturbata da questa nuova costituzion dell’universo; perchè loro, quand’altro non gli stringesse, diranno che Venere o risplenda per se stessa, o sia di sustanza penetrabile da i raggi solari, sì che ella venga illustrata non solamente secondo la superficie, ma secondo tutta la profondità ancora; e tanto più animosamente potranno farsi scudo di questa risposta, quanto non sono mancati filosofi e matematici che hanno creduto così (e questo sia detto con pace d’Apelle, che scrive altramente), ed al Copernico medesimo convien ammettere come possibile, anzi pur come necessaria, una delle dette posizioni, non avendo egli potuto render ragione in qual guisa Venere, quando è sotto ’l Sole, non si mostri cornicolata: e veramente altro non poteva dirsi avanti che il telescopio venisse a farci vedere come ella è veramente per se stessa

3. essorto, s — 4-5. nell’occultazione, ed in consequenza, A, B. Nel cod. A Galileo aggiunse sul margine: mattutina o esorto vespertino; poi cancellò queste parole, e corresse: vespertina o esorto mattutino1. — 9. revolgimento, s — 12-13. sogette, s — 15. constituzion, B, s —
  1. Quest’aggiunta, e nella forma in cui era sfuggita dapprima dalla penna di Galileo, «mattutina o esorto vespertino», fu inviata da Galileo a Federico Cesi nella lettera dei 4 novembre 1612; e ad essa si riferisce pure il seguente appunto, che si legge, di mano del Nostro, sul margine della carta sulla quale incomincia l’autografo della terza lettera sulle macchie solari (Mss. Gal., Par. III, T. X, car. 26r.): «Ricordo. Scrivere al Sig. Marchese che nella prima Lettera, circa 20 versi dopo il principio del ragionamento di aggiunga alle parole di quello che si mostra nell’occultazione «mattutina o esorto vespertino», ed in consequenza il suo disco etc.». Nell’edizione originale dell’Istoria e Dimostrazioni leggiamo pure mattutina o esorto vespertino; ma l’Erratacorrige avverte di emendare vespertina o esorto mattutino: e all’errore occorso in questo passo accenna Federico Cesi nella lettera a Galileo dei 28 dicembre 1612.