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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/98

98 istoria e dimostrazioni

circonfuso. Se dunque l’oscurità delle macchie solari non è maggior di quella del campo che circonda il medesimo Sole, e se, di più, lo splendor della Luna resterebbe impercettibile nella chiarezza del medesimo ambiente, adunque per necessaria consequenza si conclude, le macchie solari non esser punto men chiare delle parti più splendide della Luna, ben che, situate nel fulgidissimo campo del disco solare, ci si mostrino tenebrose e nere: e se esse non cedono di chiarezza alle più luminose parti della Luna, quali saranno elleno in comparazione delle più oscure macchie di essa Luna? e massime se noi volessimo intender delle macchie tenebrose cagionate dalle proiezzioni dell’ombre delle montuosità lunari, le quali in comparazione delle parti illuminate non sono manco nere che l’inchiostro rispetto a questa carta. E questo voglio che sia detto non tanto per contradire ad Apelle, quanto per mostrare [Materia delle macchie non molto densa.] come non è necessario por la materia di esse macchie molto opaca densa, quale si deve ragionevolmente stimare che sia quella della Luna e de gli altri pianeti; ma una densità ed opacità simile a quella di una nugola è bastante, nell’interporsi tra ’l Sole e noi, a far una tale oscurità e negrezza.

Quanto poi a quello che l’Apelle in questo luogo accenna e che più diffusamente tratta nella seconda epistola, cioè di poter con quella strada venir in certezza se Venere e Mercurio faccino le loro revoluzioni sotto o pur intorno al Sole, io mi sono alquanto maravigliato che non gli sia pervenuto all’orecchie, o, se pur gli è pervenuto, che ei non abbia fatto capitale del mezzo esquisitissimo, sensato e che frequentemente potrà usarsi, scoperto da me quasi due anni sono, e [Venere cornuta, osservata dall'Autore, è di differenti grandezze.] communicato a tanti che ormai è fatto notorio: e questo è, che Venere va mutaudo le figure dell’istesso modo che la Luna; ed in questi tempi potrà Apelle osservarla col telescopio, e la vedrà di figura perfetta circolare e molto piccola, se bene assai minore si vedeva nel suo esorto vespertino; potrà poi seguitare di osservarla, e la vedrà, intorno alla sua massima digressione, in figura di mezzo cerchio; dalla qual figura ella passerà alla forma falcata, assottigliandosi pian piano secondo che ella si anderà avvicinando al Sole; intorno alla cui congiunzione si

1.circunfuso, A. Dopo circunfuso nel cod. A si legge, cancellato, quanto appresso: sì come oltre a questo ci si fa manifesto poi che le medesime macchie, uscite che sono fuori dell’incontro del Sole, restano invisibili; il che non avverrebbe se elle fussero del medesimo ambiente più tenebrose, — 12. inchiostro in rispetto, A — 20-21. con questa strada, A, B — 32. assotigliandosi, s —