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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/9






AVVERTIMENTO.






L’attenzione di Galileo, per il quale un primo drizzare del telescopio al cielo fu fecondo di tante e così meravigliose scoperte, dovette certamente essere subito rivolta anche all’astro maggiore; e chi sia un poco addentro nella maniera d’indagine scientifica tutta propria del divino Filosofo, si persuaderà di leggieri e, quasi diremmo, a priori, che le macchie del Sole non potevano, fin da principio, sfuggire all’occhio acutissimo di lui. Afferma invero il più antico fra i suoi biografi, ch’egli «dimorando pure nell’istessa città di Padova, e proseguendo col suo telescopio l’osservazioni del cielo, vedde nella faccia del Sole alcune delle macchie; ma per ancora non volle publicare quest’altra novità, che poteva tanto più concitargli l’odio di molti ostinati Peripatetici (conferendola solo ad alcuno de’ suoi amici di Padova e di Venezia), per prima assicurarsene con replicate osservazioni, e per poter intanto formar concetto della loro essenza e con qualche probabilità almeno pronunciarne la sua opinione1». Il Viviani ci conservò anche i nomi degli amici ai quali Galileo fece tale comunicazione; ed è fra essi il P. Fulgenzio Micanzio, il quale molti anni più tardi spontaneamente lo attestava a Galileo, scrivendo averne memoria «fresca come se fosse ieri2». Che se in qualche minuto particolare vi ha motivo a dubitare che i termini nei quali si esprime il Micanzio non corrispondano all’esatta verità, questo dubbio non può in alcun modo infirmare la essenza del fatto, cioè dell’essere stato il Nostro «il primo scopritore ed osservatore delle macchie solari, sì come di tutte l’altre novità ce-

  1. Fasti Consolari dell’Accademia Fiorentina di Salvino Salvini, ecc. In Firenze, M.DCC.XVII, pag. 410. Il T. I della Par. I dei Manoscritti Galileiani presso la Biblioteca Nazionale di Firenze contiene due stesure, autografe e diverse tra loro, della vita di Galileo dettata dal Viviani: nè l’una nè l’altra di esse offre, in questo punto, varianti che interessino il senso in confronto del testo della stampa; salvo che nella stesura la quale nel manoscritto occupa il primo posto, tra i nomi delle persone a cui {Sc|Galileo}} comunicò la sua scoperta, segnati, a modo di appunto, in margine, manca (car. 42 t.) quello di Mons. Agucchia, che nella stampa si legge; e nella stesura seconda mancano tutti i nomi (car. 91 t.)
  2. Mss. Gal., Par. VI, T. XI, car. 186.