Apri il menu principale

Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/77


intorno alle macchie solari ecc. 77

così buon porto. E che meraviglia n’è, s’oltre il conoscimento de’ meriti, il legame dell’amicizia, col quale egli l’ama ammira ed osserva, la Lince, la patria, l’assidua compagnia li congiungono insieme? La nobil città di Fiorenza, fertile tanto di virtuosi ingegni, ricettacolo insigne di dottrina, che sempre in ogni virtù ha fiorito e fiorisce, ben ragion era che de’ proprii frutti e de’ suoi scoprimenti prima gustasse e godesse. Anzi erano questi prodotti nell’istessa villa di V. S. Illustrissima delle Selve, luogo amenissimo, mentre seco l’Autore dimorava e seco godeva de’ celesti spettacoli; ond’essa v’aveva sopra perciò ragioni particolari. Venendo poi da’ Signori Lincei, benissimo conveniva indirizzarsi a lei, fra loro tanto stimata ed osservata, facendosi anco questo con tanta loro sodisfazione. Essendo per lo comune de’ letterati posta in via, in ottimo luogo avanti a lei v’apparisce, che non solo d’alto ingegno, assiduo studio, particolar dottrina, fra quelli risplende, ma con eroica magnificenza li favorisce, li protegge, li solleva, promovendo sempre opre di vera virtù. Finalmente, se, per il mio uffizio, ragionevole era ch’in questo dono io avessi qualche parte, grandemente godo valermene, porgendolo a un tanto mio





che questa sua opra, alli studiosi inviata, prenda così buon porto. E che meraviglia n’è, s’oltre il conoscimento de’ meriti, il legame dell’amicizia, col quale egli l’ama ammira ed osserva, la Lince, la patria, l’assidua compagnia assieme gli giungono1? La nobil città di Firenze, fertile tanto di virtuosi ingegni, ricettacolo insigne di dottrina e propria e straniera, primo ospizio delle greche lettere ch’ora abbiamo, che sotto l’ombra e protezzione de’ gran Lorenzi e Cosmi e di tutti i principi Medicei ha vivamente in ogni virtù e grandezza fiorito e fiorisce, ben ragione era che de’ proprii frutti e de’ suoi scoprimenti prima gustasse e godesse. Anzi erano questi prodotti nell’istessa villa di V. S. Illustrissima, mentre seco l’Autore dimorava e seco godeva de’ celesti spettacoli; onde vi aveva sopra per ciò ragioni particolari. E venendo ora da’ Signori Lincei, benissimo le2 conveniva indrizzarsi a lei, tanto fra loro stimata ed osservata, e facendosi questo con tanta loro sodisfazione. Essendo poi al publico de’ letterati inviata3, in ottimo luogo avanti a lei v’apparisce4, che non solo di sublime ingegno, di fervente5 studio, particolar dottrina, fra quelli risplende, ma con eroica magnificenza li favorisce, li protegge, li solleva, promovendo sempre opre di vera virtù. E se finalmente, per il mio uffizio, ragionevol era (come ragionevol mi pare)6 ch’in questo dono io v’avessi qualche parte, grandemente godo recarlo7 a un tanto mio Signore. Com-

  1. Tra le linee si legge: «L’ama il Sig. Velsero e conosce benissimo, e son per ciò sicuro» ; nè è indicato il luogo dove queste parole si debbano inserire.
  2. «le» è sottolineato.
  3. «Essendo... inviata» è indicato che si corregga in «Posta in via per lo comune de’ letterati».
  4. Sopra «apparisce» leggesi «arriva».
  5. Sopra «fervente», che è sottolineato, leggesi «assiduo».
  6. «(come... pare)» è sottolineato.
  7. Sopra «recarlo», che è sottolineato, è scritto «portarlo».