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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/427





RELAZIONE GENERALE

DEL NUOVO TROVATO DI GALILEO GALILEI

IN PROPOSITO DEL PRENDERE IN OGNI TEMPO E LUOGO LA LONGITUDINE.





È noto a ciascheduno intendente delle cose astronomiche e geografiche, come sino a questa età non si è ritrovato altro modo per conoscere le differenze delle longitudini de i luoghi grandemente distanti, tanto in mare quanto in terra, se non per la differenza dell’ore, che si numerano in diverse regioni nell’istesso tempo che si fa qualche ecclisse della Luna o del Sole, ma molto meglio con quelli della Luna, per esser reali ed apparenti a tutti nell’istesso momento. Con questo unico mezzo si sono sin qui descritte tutte le mappe e carte nautiche e geografiche; le quali però si trovano sparse di grandi errori, ed in particolare quelle dell’Indie Occidentali e di tutte l’altre regioni lontanissime: e questo procede, per mio parere, non solo dalla brevità del tempo nel quale simili provincie si sono cominciate a praticare, e dalla lontananza, che non permette una continua e frequente corrispondenza di avvisi, quanto dalla rarità de gli eclissi Lunari; de’ quali a pena uno o due l’anno ne accaggiono, e ne sono bene spesso impedite l’osservazioni dall’aria nubilosa, e molto più ancora dalla difficultà che hanno diversi e tra di sè distanti osservatori nel notare un medesimo instante di tempo nella durazione d’uno eclisse, che sarà di 1, 2, 3 ed anco talvolta 4 ore e più. Questo

1-3. Nella stampa F si legge il seguente titolo: Lettera di Galileo Galilei al Conte Orso d’Elei, Imbasciatore del Serenissimo Gran Duca di Toscana in Spagna, per relazione generale del nuovo trovato in proposito del prendere in ogni tempo e luogo la longitudine. Firenze, 13 Novembre 1616. — 5. si e trovato, F — 5-6. per conseguire le, F — 10. ed apparire a, F — 22. sarà di due, tre ed anco talvolta di quattro, F —