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Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/389


del flusso e reflusso del mare. 385

dietro: li quali due moti differenti differentemente riseggono in diverse parti dell’acqua. Imperò che le sue parti estreme son quelle che sommamente si alzano e s’abbassano; quelle di mezo niente assolutamente si muovono in su o in giù; dell’altre, di grado in grado quelle che son più vicine a gli estremi si alzano e si abbassano proporzionatamente più delle più remote: ma, per l’opposito, dell’altro movimento progressivo innanzi ed indietro sommamente si movono andando e ritornando le parti di mezo, e nulla aqquistano le acque che si trovano nell’ultime estremità, se non in quanto nell’alzarsi elleno superassero gli argini e traboccassero fuori del suo primo alveo e ricetto; ma dove è intoppo de gli argini che le raffreni, solo si alzano ed abbassano; nè però restano le acque di mezo di scorrere velocemente e per grand’intervalli innanzi ed indietro, il che fanno anco proporzionatamente le altre parti, scorrendo più o meno secondo che si trovano locate più vicine o remote dal mezo.

Il quinto particolar accidente dovrà tanto più attentamente da noi esser considerato, quanto che è se non impossibile, almeno difficilissimo, il rappresentarne con esperienza e pratica il suo effetto. E l’accidente è questo. Ne i vasi fatti da noi per arte, e mossi, come le sopranominate barche, or più ed or meno velocemente, l’accelerazione e ritardamento vien sempre partecipato nell’istesso modo da tutto il vaso e da ciascheduna sua parte; sì che mentre, v. g., la barca si raffrena dal moto, non più si ritarda la parte precedente che la sussequente, ma egualmente tutte partecipano del medesimo ritardamento: e l’istesso doviamo intendere dell’accelerazione; sì che contribuendo alla barca nuova causa di maggior velocità, non più si accelerano le parti sue precedenti che le seguenti, ma nell’istesso modo acquista velocità la prora e la poppa: e questo, per esser il vaso fabbricato e contesto di materia solida e dura, non cedente nè flussibile. Ma nei vasi immensi, quali sono i letti lunghissimi dei mari; ben che essi ancora altro non sieno che alcune cavità fatte nella solidità del globo terrestre, tuttavia mirabilmente avviene che gli estremi suoi non unitamente, egualmente e ne gli stessi momenti di tempo accreschino o scemino il lor moto; ma accade che quando l’una delle

18. con esperienze, R, Z. Anche nel passo corrispondente del Dialogo si legge esperienza. — 19. Ne i vasi da noi per arte fatti, R, Z, Am., Ta., P1. Nel Dialogo si legge: fatti da noi per arte. —